Dalle Alpi Cozie al Rifugio Guide Val d’Ayas, dai reportage sugli eventi off-road alle sfide più sperimentali, Matteo Marinelli trasforma ogni scatto in un racconto che va oltre la fotografia
di Gianluca Vittori
Il titolo di questo ritratto prende ispirazione dal primo film di Paolo Sorrentino, L’uomo in più del 2001, interpretato da Toni Servillo. Nel film, la definizione di “uomo in più” è ambigua: un talento che sembra eccedere, un elemento fuori dagli schemi, qualcuno che non si accontenta di occupare il posto previsto ma sente il bisogno di crearne uno nuovo, personale, autentico. Matteo Marinelli incarna in pieno questa idea. Non è soltanto un fotografo d’avventura o un reporter di motori: è “l’uomo in più” perché sa unire discipline diverse, portando nel mondo dell’off-road un approccio che mescola tecnica, arte e racconto. Le sue immagini non si limitano a descrivere, ma diventano esperienza.

Matteo Marinelli, spesso spinto dall’istinto e dalla passione per l’avventura, è diventato negli anni un narratore visivo. Fondatore di R.T. Earth, con cui noi di 4×4 Magazine collaboriamo da anni, ha saputo trasformare una lunga esperienza nel mondo dei fuoristrada in un progetto autentico e coraggioso, capace di unire motori, natura e comunicazione visiva. Le sue immagini non si limitano a documentare: raccontano, emozionano, restituiscono l’intensità di un’esperienza vissuta in prima persona.

Ogni lavoro di Marinelli parte da un’idea precisa: non fermarsi all’estetica dello scatto ma trasmettere la storia che c’è dietro. Così, quando affronta le Alpi Cozie a bordo di un Ineos Grenadier, portando il veicolo fino a quasi tremila metri di quota, le sue fotografie non descrivono soltanto un percorso off-road. Sono lo specchio di un paesaggio selvaggio e potente, delle fatiche per raggiungerlo e del rapporto profondo tra l’uomo, la macchina e l’ambiente.

La sua professionalità emerge con ancora più forza in progetti complessi, come lo shooting in alta quota al Rifugio Guide Val d’Ayas, a 3.420 metri di altitudine. Portare droni, fotocamere e centinaia di chili di attrezzatura in un contesto estremo non è stato un dettaglio tecnico, ma parte integrante del racconto. Ogni immagine restituisce non solo la bellezza del luogo, ma anche la dedizione e la precisione necessarie per arrivarci. Marinelli è inoltre un esperto nel trovare location mozzafiato, grazie a una rete di conoscenze che gli permette di ottenere permessi esclusivi per raggiungere posti solitamente non valicabili, affrontandoli sempre con la massima sicurezza, forte della sua esperienza e delle giuste attrezzature.

La stessa capacità narrativa emerge in progetti dal carattere sperimentale, come quello dedicato alla Tesla Model X. Invece di un set tradizionale, Marinelli ha scelto le rive del fiume Adda e una storica centrale idroelettrica, dando vita a un dialogo suggestivo tra la memoria industriale e la spinta verso il futuro dell’elettrico. Ancora una volta, non semplici fotografie ma un racconto che mette in relazione tecnologie, luoghi e simboli.

Matteo Marinelli non è mai soltanto dietro l’obiettivo. Dirige, organizza, costruisce visioni. Con il suo team di R.T. Earth ha creato un laboratorio multidisciplinare dove fotografia, video, droni ed editing diventano gli strumenti di un’unica missione: restituire la forza di un’esperienza. Che si tratti di documentare un grande evento come il 4×4 Fest di Carrara o di raccontare un itinerario sperduto in alta quota o nel deserto tunisino, ogni progetto viene affrontato con la stessa serietà e la stessa energia.
Oltre all’attività fotografica, Matteo Marinelli porta con sé un bagaglio solido di esperienza diretta nel mondo dell’off-road. È infatti un esperto fuoristradista e pilota, con anni di competizioni alle spalle. Ha corso come pilota nelle gare di regolarità, dove la precisione di guida e la capacità di gestire tempi e percorsi fanno la differenza, e ha ricoperto il ruolo di navigatore nelle gare di trial, affrontando tracciati estremi e ostacoli tecnici che mettono alla prova il binomio uomo-macchina. Questa doppia prospettiva – da pilota e da navigatore – gli ha permesso di sviluppare una sensibilità unica per il fuoristrada, che oggi si riflette nei suoi reportage: la conoscenza tecnica della guida e delle dinamiche delle competizioni rende le sue immagini ancora più autentiche, perché nascono dall’esperienza vissuta sul campo.

Guardando al futuro, Marinelli sta già lavorando a nuove sfide. Tra queste spicca No Boundaries, un progetto che unisce spedizioni in fuoristrada, reportage ambientali e produzioni audiovisive pensate per raccontare l’avventura senza limiti. L’obiettivo è documentare territori remoti, culture e ambienti naturali, portando al pubblico non solo immagini spettacolari ma anche riflessioni sul rapporto tra uomo, macchina e natura. Un percorso che prosegue idealmente la filosofia di R.T. Earth, ma che mira a spingersi oltre, trasformando ogni viaggio in un racconto condiviso e accessibile.
In fondo, il valore del suo lavoro sta proprio qui. Perché nei suoi reportage, i motori e la natura non sono semplici soggetti, ma protagonisti di storie che meritano di essere vissute e, soprattutto, ricordate.
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