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Toyzuki, l’anti-SUV che viene dall’Australia

17 Luglio 2025
News


Ok ammettiamolo. Il nome fa ridere. Sembra il nome di un samurai che viene deriso dagli altri suoi amici samurai, per il nome, appunto. Ma, nasconde ben altro. Un’esperimento molto interessante tra due delle aziende australiane più capaci e conosciute nel territorio

di Gianluca Vittori

Australia. Terra di canguri, serpenti letali, birre calde e… veicoli che sembrano usciti da un incubo a quattro ruote dopo una notte di fuoco alla Mad Max. È in questo scenario che nasce il Toyzuki, frutto della collaborazione tra Maxtrax e Australian Expedition Vehicles.

Il Toyzuki è stato per la prima volta presentato al pubblico durante il Brisbane 4×4 Show, con una anteprima pubblicata il 21 marzo 2023, e successivamente aggiornato fino almeno a settembre 2024.

Maxtrax lo descrisse come un Jimny trasformato in versione “39.5 Series” ispirata alla Toyota Land Cruiser 70, sottoponendolo a una trasformazione radicale: telaio da Toyota Land Cruiser 79, sospensioni da guerra civile e una dose massiccia di ego meccanico.

Insomma, il Jimny entra in officina come un cucciolo curioso e ne esce come un rottweiler affamato di avventure, pronto a scalare dune, attraversare fiumi e, probabilmente, intimidire anche i coccodrilli del Queensland. Le dimensioni crescono, l’altezza da terra lievita e il look finale che inizialmente ti fa esclamare, mah, e che alla fine ti fa dire, ah!

Oltre l’estetica: un progetto tecnico e culturale

A prescindere dallo stile volutamente provocatorio, il progetto Toyzuki rappresenta qualcosa di molto più significativo nel panorama del fuoristrada estremo. La collaborazione tra Maxtrax e AEV unisce due filosofie complementari: da un lato l’esperienza sul campo di Maxtrax, azienda nota per i suoi accessori di recupero e sopravvivenza in ambienti ostili; dall’altro, la capacità ingegneristica di AEV, specializzata nella costruzione di telai e conversioni custom su base Toyota, Land Rover e altri.



L’idea alla base del Toyzuki è quella di fondere la leggerezza, la compattezza e la maneggevolezza del Suzuki Jimny con la solidità e l’affidabilità del telaio Land Cruiser: una sinergia che risponde a esigenze reali degli overlander e degli operatori sul campo, soprattutto in ambienti isolati come l’Australia centrale. Il risultato è un veicolo che non è solo “estremo” per estetica o provocazione, ma che vuole incarnare una soluzione concreta per chi vive (o lavora) là dove l’asfalto non arriva e l’errore non è un’opzione.

Questa fusione non è priva di difficoltà: le modifiche sono complesse, costose, e comportano anche sfide legali e omologative, specie in mercati con normative severe. Ma rappresentano un esempio notevole di come il mondo dell’off-road possa ancora essere laboratorio d’innovazione vera, lontano dai trend da salotto di “SUV avventurosi” da centro commerciale.



Sia chiaro: la trasformazione è tecnicamente impressionante. Ma anche esteticamente esagerata. Una specie di meccano per adulti con crisi esistenziali, che decidono di risolvere tutto con una tanica di benzina e 40 litri d’acqua nel portabagagli.

Il risultato? Un veicolo che probabilmente non entra in un garage standard, ma può tranquillamente superare una palude, affrontare una frana o diventare l’idolo di un raduno overlanding. Certo, non è per tutti: il prezzo, come l’assetto, è “rialzato” e la manutenzione richiede più attenzione di una relazione a distanza.

Il Toyzuki è un manifesto su ruote dell’Australia più ruvida e romantica, dove l’avventura non è un’opzione, ma un destino; l’Australia dei bushman, vere icone locali, uomini veri, sempre pronti ad affrontare l’ignoto con la faccia tosta, arsa dal sole.



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