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La UAZ Hunter è l’evoluzione della leggendaria 469. Il modello icona del marchio russo uscì dalla fabbrica di Uljanovsk, in Unione Sovietica, nel 1972, dopo una fase di progettazione lunga 10 anni. Veniva prodotta in versione sia militare che civile.

di Gianluca Vittori

In Italia la versione civile della Hunter ottenne un successo notevole negli anni ’80 e ’90, conquistando una fama di indistruttibilità e robustezza, guida “tosta” e aspetto spartano. Veniva impiegata soprattutto per il lavoro duro in agricoltura, a caccia e nelle regioni d’Italia più impervie.

Non teme rotture

La UAZ Hunter, tuttora in produzione, si offre oggi ai nostalgici del fuoristrada e delle linee vintage. Mantiene infatti inalterata la classica livrea dall’aspetto militare ma si distingue dalla sua antenata per molte innovazioni meccaniche e un livello di comfort migliorato, che permette di affrontare comodamente anche lunghi viaggi su strada.

L’aspetto spartano, il riduttore manuale delle marce e la quasi totale assenza di componenti elettroniche e tecnologiche che, per un utilizzo in fuoristrada, sono quantomeno sconsigliate, ne fanno un veicolo unico sul mercato, adatto anche a usi estremi e che, data la semplicità di concezione, non teme rotture.

Inarrestabile in fuoristrada

Il veicolo è concepito con un criterio di progettazione meccanica da fuoristrada classico. Innanzitutto è fra i pochi che ancora presentano un telaio a longheroni in acciaio e un sistema sospensivo a doppio ponte rigido, sicuramente un po’ meno facile da condurre su strada rispetto allo schema a ruote indipendenti, ma che lo rende davvero inarrestabile quando il gioco si fa duro sul serio.

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Le sospensioni anteriori a molle elicoidali assicurano una rigidità di gran lunga inferiore rispetto all’antenata 469, mentre le balestre posteriori garantiscono comunque una buona capacità di carico.

Trazione 4×4 part-time

La trazione è 4×4 part-time (ovvero posteriore con anteriore inseribile meccanicamente) con marce ridotte e, per chi intende fare del fuoristrada pesante, è disponibile come optional il bloccaggio del differenziale posteriore.

I freni anteriori sono a disco e i posteriori a tamburo.

La luce minima a terra è di 21 cm, con una possibilità di guado fino a 80 cm.

La posizione di guida molto alta consente un’ottima visibilità sia su strada che in fuoristrada.

Data l’origine militare e la terra di provenienza del veicolo, la UAZ Hunter non è dotata di aria condizionata, tuttavia i finestrini sono progettati per essere facilmente smontati in pochi minuti.

La motorizzazione

La motorizzazione proposta è un ZMZ 2.7 a benzina quattro cilindri 16 valvole con impianto di iniezione Bosch, 134 cavalli di potenza massima e 217 Nm di coppia a 3.900 giri. Si tratta di un motore russo ampiamente collaudato negli anni e progettato specificamente per l’uso fuoristradistico, con una coppia impostata sui bassi regimi.

La trasmissione con cambio manuale Hyundai Dymos e riduttore UAZ risulta sicuramente di più facile “manovrabilità” rispetto al cambio russo della 469.

Incredibile l’accessibilità meccanica: gli organi meccanici e i filtri sono posizionati nell’ampio vano motore con spazi di lavoro comodissimi che consentono una manutenzione rapida e semplice.

I consumi

I consumi a benzina medi sono di 10 litri/100 km, in linea con la cilindrata. Per chi percorre lunghi chilometraggi è consigliabile l’installazione dell’impianto a GPL, con il serbatoio posizionato nel bagagliaio (55 litri) o sotto la scocca (40 litri) per non rubare spazio prezioso.

Personalizzazioni e accessori

Grazie al doppio serbatoio della benzina con capacità totale di 70 litri è possibile fare rifornimento da entrambi i lati del veicolo.

Segnaliamo per ultima, ma non meno importante, la possibilità di personalizzazioni e omologazioni di accessori off road.

La UAZ Hunter è commercializzata in Italia dalla UAZ ITALY di Asciano (Siena) e i listini partono attualmente da circa 22.000 euro.

Per maggiori informazioni su questo modello clicca qui su brochure.

Questa Signora del fuoristrada ci ha convinto, considerando che si avvia verso il mezzo secolo di vita. Nella sua versione moderna non è stata stravolta e mantiene alcune delle caratteristiche che l’hanno resa nei decenni una protagonista del fuoristrada.

In attesa di un test completo, restate collegati a tutto il mondo del fuoristrada con 4×4 magazine!

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