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Ebbene sì, l’attesa è finalmente finita. Ora gli appassionati di questa vettura possono iniziare a trovarla nei concessionari italiani. Per il momento solo alcuni rivenditori selezionati hanno in esposizione “l’ultimo dei fuoristrada”, già da questo mese

Testo di Gianluca Vittori

Qualche giorno fa siamo stati invitati a una piccola prova, chiamiamolo un assaggio, della Ineos Grenadier, la cui produzione in serie è iniziata lo scorso ottobre. Possiamo dire da subito, per toglierci il sassolino dalla scarpa, che esteticamente non è ciò che si dice una vera bellezza. La linea, rigida e squadrata, concreta e funzionale, ricorda più un vecchio mezzo di natura bellica, più che un moderno mezzo datato terzo millennio. Sicuramente dà la sensazione di un veicolo robusto e affidabile.

Uno dei punti di forza è senza dubbio la potenza erogata dalle motorizzazioni scelte, entrambe BMW di 3 litri a 6 cilindri in linea: 286 CV per il turbo benzina con 455 Nm di coppia e 249 CV per il biturbo diesel con 550 Nm di coppia. Cavalli decisamente necessari per assicurare prestazioni valide, sia su strada che in fuoristrada, ad un veicolo dal peso notevole (2,7 tonnellate).

I motori sono abbinati esclusivamente ad un cambio automatico ZF a 8 rapporti con un ripartitore-riduttore Tremec a due velocità (il rapporto di riduzione è 2,5:1) che realizza una trazione 4×4 permanente. Il differenziale centrale è bloccabile elettricamente e, tra i numerosi accessori disponibili per l’off road, sono disponibili anche i differenziali anteriore e posteriore bloccabili al 100% della Eaton. I ponti rigidi sono prodotti dalla italiana Carraro. A dispetto della caratterizzazione da fuoristrada puro e duro, di elettronica ce n’è parecchia, anche se tutta funzionale: la vettura è in grado di dirci persino la temperatura di esercizio degli oli del riduttore e dei differenziali.

La parte che colpisce di più è sicuramente l’abitacolo, dove troviamo una plancia degna di un jet, con una miriade di pulsanti e interruttori ben distanziati in modo da poter essere utilizzati anche se si indossano guanti da lavoro. Bello anche il touchscreen a colori da 12,3” con compatibilità Apple CarPlay / Adroid Auto e con navigazione Pathfinder Off road integrata. Lo spazio a disposizione dei passeggeri è ottimo così come il livello di comfort, a cui contribuiscono i sedili Recaro.

La velocità massima dichiarata è di 160 km/h, più che adeguata per un fuoristrada tradizionale. Il diametro di sterzata è sorprendentemente contenuto, mentre la luce a terra non è elevata come ci piacerebbe. E ci soddisfano ancora meno i prezzi della Grenadier: la versione base, denominata Utility Wagon e omologata come veicolo commerciale, costa 63.190 euro (2 posti) o 64.390 euro (5 posti). La Station Wagon Trialmaster Edition (più votata al fuoristrada) e la Fieldmaster Edition (più accessoriata per l’uso stradale e cittadino) partono da 71.990 euro.

Le prime concessionarie ad avere in esposizione il Grenadier sono, per ora, queste: Autostar Flaminia di Roma, Autotorino a Milano, Bergamo, Parma, Verona; Novelli 1934 (BiAuto Group) a Torino e Genova; Stefanelli 1952 a Bologna; SIT a Firenze; Maldarizzi Automotive a Bari; Amica a Caserta.

Non sappiamo ancora se questo 4×4 colmerà il vuoto lasciato dalla Defender, ma di certo si tratta di uno dei pochissimi fuoristrada rimasti dotati di un “vero” telaio a longheroni e assali rigidi. Di certo sapremo dirvi molto di più non appena riusciremo ad effettuare un vero test della Grenadier, nel prossimo futuro.

© 4×4 Magazine – RIPRODUZIONE RISERVATA

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