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Ford Ranger MS-RT – Cambio di traiettoria: quando i pick up corrono in pista

27 Dicembre 2025
Test


Ci sono veicoli che possono essere raccontati in un solo modo. E poi ce ne sono altri che, per natura, chiedono due chiavi di lettura: una emotiva, fatta di sensazioni, immagini e suggestioni; l’altra tecnica, concreta, misurabile, pensata per chi vuole capire come e perché un mezzo si comporta in un certo modo

Di Gianluca Vittori – Foto di Matteo Marinelli

Il Ford Ranger MS-RT appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Per questo abbiamo scelto di raccontarlo con una doppia firma: prima attraverso lo sguardo narrativo, quello che restituisce l’esperienza di guida così come l’abbiamo vissuta; poi con un’analisi tecnica, che ne mette a fuoco assetto, motore e comportamento dinamico. Due voci diverse, un solo test drive.



Le nuove regole del gioco

Partiamo dall’assetto che, ribassato e rigido, in ambito urbano chiede qualche compromesso, ma appena la strada si apre questo pick up cambia registro. In autostrada è stabile, preciso, ben piantato, con uno sterzo che accompagna la traiettoria senza mai diventare nervoso. Il V6 turbodiesel da 245 CV non è esplosivo, ma sa essere efficace: tanta coppia, erogata con continuità, una spinta che cresce con il ritmo giusto, più da grande viaggiatore che da atleta isterico.

Ma la vera sorpresa emerge quando portiamo il Ranger MS-RT in pista, nel circuito Tazio Nuvolari di Cervesina. Nelle curve prese in traiettoria a 140–150 km/h, là dove ci si aspetterebbe la classica imbarcata da pick up, il Ranger MS-RT risponde con una precisione inattesa, anche con pneumatici invernali, restituendo una sensazione di controllo che lo colloca a metà strada tra un pick up e un kart: potremmo quasi definirlo un pi-kart, volendo coniare un nome per questo nuovo segmento. Non è un mezzo nato per l’off road classico – l’assetto ribassato e l’escursione limitata lo dicono chiaramente – ma sull’asfalto trova la sua vera identità, trasformando ogni curva in un esercizio di equilibrio tra massa, controllo e sorprendente divertimento.

Qui il Ranger MS-RT ha evidenziato un rollìo contenuto, inserimenti precisi e un elevato livello di controllo anche con pneumatici invernali, confermando una dinamica di guida atipica per un pick up.

Dal punto di vista tecnico, il Ford Ranger MS-RT si distingue per una messa a punto fortemente orientata alla dinamica su asfalto. L’assetto ribassato di circa 40 mm rispetto alle versioni standard, unito a carreggiate allargate e a una taratura più rigida delle sospensioni, privilegia stabilità e precisione a scapito del comfort alle basse velocità. In ambito urbano, infatti, la rigidità dell’assetto si fa sentire sulle sconnessioni, rendendo la guida meno filtrata rispetto a un Ranger tradizionale.

In autostrada e nei tratti veloci, invece, il comportamento cambia radicalmente: il veicolo appare ben piantato, stabile alle alte velocità e con uno sterzo preciso e coerente. A velocità costante di circa 130 km/h, i consumi rilevati si attestano intorno ai 13–14 km/litro, un valore positivo considerando dimensioni, massa e impostazione del mezzo.



Il 3.0 V6 turbodiesel da 245 CV offre un’erogazione progressiva e una coppia elevata, ideale per garantire riprese efficaci e una spinta continua, più orientata alla fluidità che all’accelerazione pura. Le sospensioni Pedders adottate sul Ranger MS-RT non hanno una vocazione off road, ma sono parte di una messa a punto specifica orientata alla dinamica stradale. L’assetto ribassato e irrigidito privilegia stabilità, controllo e riduzione del rollio, mentre la presenza di minigonne e la limitata escursione delle sospensioni escludono di fatto l’utilizzo nel fuoristrada tradizionale. Il contesto ideale resta l’asfalto, dove questo Ranger riesce a esprimere appieno la propria identità sportiva.

Conclusione

Il Ford Ranger MS-RT non è un esercizio di stile né un’operazione nostalgia. È un pick up che sceglie consapevolmente una strada diversa, accettando compromessi chiari per costruirsi un’identità precisa. Non cerca di essere universale e non ha bisogno di dimostrarlo. Preferisce l’asfalto, le traiettorie pulite, la stabilità alle alte velocità e un piacere di guida che sorprende proprio perché arriva da un mezzo che, storicamente, non nasce per questo.

E in un mondo che corre veloce verso il futuro senza sempre sapere perché, il Ranger MS-RT fa una cosa controcorrente: arriva forte, ma pensa piano. Non urla, non forza il cambiamento, lo accompagna. Dimostra che anche un veicolo nato per lavorare può permettersi una maturità diversa, più consapevole, più tecnica, più adulta.

Forse non è per tutti.
Ma proprio per questo è interessante.

E se davvero stiamo assistendo alla nascita di un nuovo segmento — quel “pi-kart” a metà strada tra pick up e guida sportiva — allora il Ranger MS-RT non è solo un interprete riuscito: è il primo a salire sul palco.


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