Davanti a noi oggi ci sono due Ineos Grenadier. Uno è base, uscito dalla fabbrica così com’è stato pensato e poi allestito temporaneamente. L’altro è stato profondamente e permanentemente trasformato, camperizzato: li abbiamo messi a confronto.
di Gianluca Vittori Foto di Matteo Marinelli
«Ogni volta che ti guarderai allo specchio, vedrai la mia faccia.» recita Castor Troy/Nicolas Cage, in una delle battute principali dal film di John Woo Face/Off del 1997.
Ci sono film che non parlano davvero di ciò che mostrano. Face/Off è uno di quelli. Non è solo una storia di inseguimenti e pistole, ma un racconto sull’identità, sul confine sottile tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare se cambiassimo pelle.
I due Ineos Grenadier.
Il confronto si basa su due Ineos Grenadier: uno nella sua versione base, uscito dalla fabbrica così com’è stato pensato e poi allestito in modo temporaneo con alcuni prodotti venduti dall’azienda Suntop. L’altro è stato profondamente e permanentemente trasformato: camperizzato da Autoriparazioni La Biella di Modena, pronto per partire verso qualunque punto della mappa.
A prima vista il copione sembra già scritto: uno è l’eroe attrezzato, l’altro la comparsa più spartana. E invece non è così semplice. Come nel film, in cui i protagonisti si scambiano i volti, la diversa natura dei due Grenadier ribalta la prospettiva, pur mantenendo la stessa identità.

Il Grenadier nero: quello che sembra indietro…
Il Grenadier allestito in modo temporaneo è un oggetto che ormai conosciamo bene. Telaio a longheroni, ponti rigidi, tre blocchi differenziali, riduttore vero, motori BMW affidabili, elettronica ridotta all’essenziale. Nessuna promessa di comfort superfluo. Nessuna scorciatoia. È un’auto che non chiede di essere capita, ma di essere usata. E al suo aspetto base aggiunge un allestimento fornito da Suntop e che abbiamo utilizzato per il viaggio nelle alte vie della Val D’Aosta (l’articolo completo lo trovi qui).
Nel confronto diretto, questo Grenadier pesa meno, mantiene le quote originali, non deve gestire masse alte e conserva angoli, equilibrio e semplicità. Nei passaggi lenti e tecnici ti ricorda che meno roba significa meno compromessi. Nei viaggi lunghi ti concede tutte le disponibilità di un allestimento che al ritorno da un viaggio puoi facilmente disallestire.
Un po’ come Sean Archer/John Travolta, prima dello scambio: solido, lineare, prevedibile. Forse meno affascinante, ma terribilmente efficace.

Il Grenadier azzurro: l’armatura permanente.
Poi c’è lui, il Grenadier azzurro che ha deciso di diventare altro e di farlo senza possibilità di tornare indietro. L’azienda Autoriparazioni La Biella ha preso una versione ibrida Trailmaster/Fieldmaster – meno accessori, più sostanza – e l’ha trasformata in una piattaforma overland vera, (l’articolo completo lo trovi qui).
In questa versione i finestrini posteriori sono stati sostituiti dai lamierati di serie, mentre i sedili sono stati rimossi. Il tetto viene tagliato per accogliere il soffietto AluCab SILENUS, accessibile dall’interno, pronto in pochi secondi. I materiali rimossi non finiscono in discarica, ma tornano sotto forma di intercapedine portaoggetti sopra la cabina.
Dentro ogni centimetro ha una funzione: la cucina compatta con lavello e cisterna da 70 litri, il vano portapotty discreto e pieghevole, il frigorifero in posizione centrale, il box stiva amovibile che può diventare anche terzo posto temporaneo, e l’impianto elettrico NDS completo, con seconda batteria AGM, pannello solare da 196 W e gestione totale dell’energia.
Fuori, la veranda Rockalu 460 trasforma il campo in casa. La doccia calda con Kampagyser e la tenda Wikiwood rendono il concetto di “remoto” molto più relativo. È un mezzo che ti permette di restare, non solo di arrivare.
Allestimento e utilizzo: scelte di vita per due Grenadier.
Come abbiamo già spiegato, il Grenadier allestito da Autoriparazioni La Biella è una installazione permanente. Lo spazio interno è ottimizzato per il viaggio e l’autonomia, con due posti a sedere e tutte le funzioni integrate: cucina, bagno, elettricità e zona notte. Di conseguenza, perde gran parte della praticità quotidiana: non è pensato per l’uso urbano, ma per viaggi lunghi e spedizioni. Qui parliamo di un allestimento studiato per durare e affrontare qualsiasi percorso, con tutta l’esperienza artigianale di La Biella.
L’altro Grenadier, invece, risulta e mantiene la sua natura polivalente. Può restare “nudo” e immediato per l’uso di tutti i giorni, ma è possibile acquistare accessori o allestirlo temporaneamente per un viaggio e poi riportarlo allo stato originale. Esistono diversi allestitori e soluzioni modulari, con compromessi differenti in base al progetto e al budget. In questo senso, l’esempio della vettura nera che abbiamo utilizzato nei nostri più recenti viaggi, e allestito dall’azienda Suntop, mostra quanto la flessibilità e la reversibilità possano adattarsi alle necessità del proprietario.
In sintesi, modularità e budget sono completamente diversi tra le due vetture. Non esiste un’auto “migliore” in senso assoluto: si tratta di scelte di vita, legate agli obiettivi e alle intenzioni del proprietario. Il Grenadier può essere fedele compagno di viaggi lunghi con un allestimento permanente, oppure rimanere versatile e pronto a cambiare pelle quando serve.
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Due volti per lo stesso telaio.
Nel momento in cui il Grenadier si veste da esploratore definitivo, accetta nuovi limiti: il peso superiore, il baricentro più alto, la maggiore attenzione nei passaggi e la necessità di proteggere ciò che hai costruito. Sulle colline modenesi, tra mulattiere, guadi e sterrati, il mezzo si è comportato in modo sorprendentemente equilibrato. I blocchi di serie e la meccanica Ineos fanno il loro lavoro, ma è chiaro che ora la guida è più consapevole, meno istintiva.
Il Grenadier azzurro prevede un futuro assetto rialzato (+4,5 cm con Koni) che completerà il quadro, ma non cancellerà una verità semplice: più diventi casa, meno puoi essere solo strumento. Ed è qui che il Grenadier nero, silenziosamente, si riprende la scena.
Come nel film, sotto la pelle nuova batte lo stesso cuore e la consapevolezza che cambiare volto non significa rinnegare ciò che si è, ma raccontarlo in modo diverso.
Il Grenadier preparato La Biella è probabilmente una delle camperizzazioni più intelligenti e coerenti viste su questo telaio in Europa. È artigianale, funzionale, pensata per durare. Non sostituisce la versione di serie in senso assoluto.
Il Grenadier base non è assolutamente incompleto. È solo più onesto. E può essere facilmente allestito pro tempore.
Alla fine, che il Grenadier scelga di indossare il volto dell’esploratore definitivo o di rimanere fedele alla propria essenza, ciò che conta è la sua identità: solida, coerente e riconoscibile in ogni forma. Una versione è casa, attrezzata e pronta a viaggi lunghi; l’altra è versatile, pronta a cambiare pelle quando serve. Entrambe raccontano la stessa storia di forza, affidabilità e libertà, dimostrando che un Ineos Grenadier è tra i pochi fuoristrada che può diventare molte cose, ma rimane sempre se stesso, pur scambiandosi la faccia.
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