Il primo pick up del costruttore cinese porta una ventata di innovazione nel settore grazie alla tecnologia Super Hybrid plug-in, già collaudata sugli altri modelli della gamma. La trazione integrale è realizzata da due motori elettrici, uno per assale, mentre il motore termico 1.5 turbobenzina funge da generatore. E le sospensioni sono tutte a ruote indipendenti
Di Francesco Fatichenti
BYD, il principale produttore mondiale di veicoli a nuova energia, ha presentato al pubblico europeo lo Shark, il suo primo pick up. È un modello premium che porta i vantaggi della tecnologia plug-in Super Hybrid DMO a un mercato, quello dei pick up ibridi plug-in, che è in rapida espansione in tutta Europa. Il collaudato gruppo motopropulsore Super Hybrid di BYD offre prestazioni ben superiori rispetto ai pick up diesel tradizionali, e la capacità di percorrere fino a 90 km solo con energia elettrica.
Imponente (è lungo 5,46 metri e largo 1,97 metri) e massiccio (il look richiama i grandi pick up americani), lo Shark è progettato per chi cerca un tipo di pick up più efficiente, capace di effettuare molti spostamenti solo in elettrico, mantenendo al contempo la capacità di soddisfare le esigenze di lavoro e degli stili di vita, incluso i viaggi a lunga distanza.

Prestazioni ed efficienza
Il sistema Super Hybrid di BYD ha già avuto un grande successo tra i clienti europei che hanno acquistato i modelli DM-i del costruttore di Shenzhen. Gli stessi principi di prestazioni ed efficienza sono stati ora applicati a un veicolo con la capacità di attraversare terreni accidentati, con il Super Hybrid DMO (Dual Mode Off-road).
Il Super Hybrid DMO dispone di due motori elettrici: uno sull’asse anteriore (da 231 CV e 310 Nm di coppia) e uno sull’asse posteriore (da 204 CV/340 Nm). La potenza massima combinata del sistema è di 435 CV e 650 Nm di coppia, valori che permettono a questo pick up dal peso di 2,7 tonnellate di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 5,7 secondi, come un’auto sportiva.

Lo Shark unisce queste notevoli prestazioni a un’efficienza reale perché il suo gruppo propulsore DMO è progettato, come il DM-i, per offrire un’esperienza di guida premium per l’EV. Così il motore a benzina turbocompresso a 4 cilindri di 1,5 litri da 150 CV, montato longitudinalmente, passa la maggior parte del tempo a funzionare come generatore di energia sia direttamente per i motori elettrici sia per la Blade Battery.
Lo Shark è dotato di un telaio a longheroni e traverse progettato appositamente per ospitare i componenti chiave della catena propulsiva DMO. La Blade Battery è integrata nella piattaforma utilizzando la tecnologia CTC (Cell-to-Chassis), garantendo una protezione adeguata anche nelle condizioni più difficili. Il CTC, inoltre, migliora significativamente la sicurezza complessiva del veicolo, poiché oltre il 50% della costruzione è in acciaio ad alta resistenza, e la resistenza combinata della struttura dello Shark è di 3 4.048 Nm/grad.

Con i suoi 32,2 kWh, la Blade Battery dello Shark ha la capacità più grande nel segmento dei pick up: quasi il triplo rispetto a quella dell’unico altro ibrido plug-in sul mercato europeo, il Ford Ranger. Essa garantisce sia un’elevata autonomia pura elettrica di 90 km, altro punto di riferimento per la categoria, sia un’efficienza e un’autonomia reali eccellenti. Con carica piena e serbatoio di benzina pieno (contiene 60 litri), lo Shark può percorrere 675 km e il suo consumo pesato WLTP è di soli 3,5 litri/100 km. Anche con la batteria al livello più basso, rende comunque 9,6 litri/100 km.
La ricarica completa della batteria dal 15% di SOC richiede poco più di tre ore se collegata a un caricatore AC trifase da 11 kW; per ricariche più rapide, la ricarica standard DC da 55 kW può portare la batteria dal 30% all’80% in soli 21 minuti.

La “Modalità Duale” della DMO presenta quattro situazioni operative. In modalità EV sono esclusivamente i motori elettrici a muovere il veicolo. Nella modalità HEV Series, tipicamente utilizzata in città, il motore a benzina genera elettricità per alimentare i motori elettrici o ricaricare la batteria. Quando è richiesta un’accelerazione più intensa, l’auto può passare alla modalità parallela HEV, permettendo al motore e ai motori elettrici di lavorare insieme per spingere il veicolo. Infine, quando il mezzo procede a velocità elevate e costanti – ad esempio sulle autostrade – il motore può guidare direttamente il veicolo se questo è il modo più efficiente per mantenere la velocità.
Oltre a questi controlli ibridi lo Shark dispone di un sistema di trazione integrale intelligente che gestisce la trasmissione della coppia motrice su quattro diversi tipi di terreno mediante le classiche modalità selezionabili: sabbia, fango, neve e ghiaia. Di serie è anche l’Hill Descent Control.
La configurazione delle sospensioni, a ruote indipendenti con doppio braccio oscillante sia all’anteriore che al posteriore con molle elicoidali, è progettata per combinare guidabilità e comfort su una vasta gamma di superfici. La capacità di guado è di 70 cm. Lo Shark ha una capacità di traino di 2500 kg e una portata massima di 790 kg: il peso elevato del veicolo stesso impedisce di fare di meglio, ma sono valori che rendono comunque adatto questo pick up a molti utilizzi lavorativi e ricreativi. Il cassone da 1200 litri è grande a sufficienza per i tipi di carico necessari nel lavoro e nella vita quotidiana.


Design energico
Il design dello Shark trasmette forza e sicurezza. Come suggerisce il nome, prende ispirazione dallo squalo, uno degli abitanti più potenti e agili dell’oceano. Il collegamento è più evidente nella parte anteriore, dove i fari, posizionati in alto sul bordo del cofano, sono allontanati quanto più possibile, per replicare la posizione degli occhi dello squalo; la grande griglia e la sezione inferiore del paraurti ricordano la bocca aperta dell’animale quando si avvicina per attaccare la preda.
Il profilo laterale presenta ulteriori rivestimenti che ricordano l’oceano nonché elementi funzionali come i rivestimenti in plastica della parte inferiore della carrozzeria e dei passaruota che aiutano a proteggere la verniciatura e a ridurre la profondità visiva della portiera.
Lo Shark è dotato di cerchi da 18 pollici con pneumatici di misura 265/65.

Il posteriore è caratterizzato da una barra luminosa a tutta larghezza che attraversa il portellone e da fanali che si posizionano ai bordi estremi del veicolo e si inclinano verso l’interno, trasmettendo protezione e resistenza. Il più grande logo BYD su qualsiasi veicolo passeggeri è “scolpito” sul portellone, e fa da pendant al logo sulla griglia anteriore.

Un abitacolo tecnologico e curato
La plancia rompe la convenzione dei pick up proponendo il tipico layout a due schermi di BYD: un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici (un’altra rarità nel segmento dei pick up) e il più grande schermo infotainment (touchscreen) della categoria, da 15,6 pollici.

Con una capienza di 5 posti nella configurazione a doppia cabina, Shark offre un abitacolo confortevole e ben rifinito, con sedili rivestiti in pelle vegana (gli anteriori, dalla conformazione sportiva, sono riscaldati e ventilati) e materiali morbidi in tutte le aree chiave. I comandi sono estremamente facili da usare: la leva del cambio è a bacchetta e i grandi pulsanti sono facilmente accessibili anche indossando i guanti.


Inoltre i passeggeri posteriori non si sentono in seconda classe, come invece spesso avviene nei pick up convenzionali: il pavimento completamente piatto dello Shark garantisce comfort anche ai piedi del passeggero centrale e lo spazio per le gambe è quasi di 90 cm. Considerando che l’inclinazione dello schienale posteriore è di 27 gradi, simile a quello di un’auto, ne risulta un ambiente più in linea con quello che ci si può aspettare da un SUV familiare full size piuttosto che da un normale pick up.

Un solo allestimento con tutto il necessario
Lo Shark è offerto in un unico livello di allestimento, Design. L’impianto audio è un Dynaudio a 12 altoparlanti, mentre l’infotainment include navigatore, assistente vocale e Apple CarPlay e Android Auto wireless, controllo remoto tramite l’app BYD per riscaldamento e raffreddamento avanzati dell’abitacolo, un pad di ricarica wireless per smartphone da 50 watt, luci di cortesia esterne, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera a 360°, accesso e avviamento senza chiave.
Da notare, inoltre, che lo Shark dispone di due prese di alimentazione elettrica con le quali la funzione Vehicle-to-Load (V2L) fornisce fino a 6 kW di alimentazione, permettendo di collegare veramente di tutto, da un’idropulitrice alla macchina del caffè: una grande comodità per l’utilizzo sia lavorativo che nel tempo libero.

Sicurezza, niente compromessi
Lo Shark ha ottenuto la valutazione massima di 5 stelle del programma Euro NCAP. Il veicolo, inoltre, è dotato di una gamma completa di dispositivi di sicurezza e assistenza alla guida, tra cui: cruise control intelligente e adattivo, allarme di traffico trasversale anteriore e posteriore e avviso di collisione frontale e posteriore, assistente alla partenza corsia con assistenza di mantenimento di corsia d’emergenza, rilevamento dell’angolo cieco e controllo di mantenimento in salita.
Lo Shark dispone anche di 7 airbag, punti ISOFIX sui sedili posteriori del passeggero, rilevamento della presenza dei bambini, blocco meccanico di sicurezza per bambini e sistema di monitoraggio della pressione dei pneumatici.

Agile, divertente e parsimonioso
Abbiamo potuto provare brevemente lo Shark in occasione della presentazione internazionale che si è tenuta nel Leicestershire, in UK. Le impressioni che abbiamo ricavato da questo breve test sono molto positive. Una volta in marcia ci si dimentica completamente del peso e delle dimensioni del mezzo, che è capace di accelerazioni brucianti tipiche della propulsione elettrica e nel contempo si rivela anche estremamente stabile e maneggevole, al pari di un’utilitaria. Di cavalli ce ne sono in abbondanza per ottenere partenze e riprese rapidissime, e in generale per cavarsela con nonchalance in qualsiasi condizione. Lanciare lo Shark alla velocità massima di 180 km/h è questione di pochi attimi. E il bello è che, nonostante tutta questa potenza a disposizione, i consumi sono paragonabili a quelli di un’utilitaria.

L’assetto abbastanza rigido non arriva ad infastidire sulle asperità del fondo, e si apprezza moltissimo quando nelle curve praticamente azzera il rollìo del corpo vettura. Alla stabilità si unisce l’elevata tenuta di strada garantita dalle sospensioni a ruote indipendenti, configurazione ancora piuttosto rara nella categoria dei pick up, la cui tipica tendenza del retrotreno a perdere aderenza è del tutto ignota allo Shark, perlomeno fino alle andature medie a cui ci è stato possibile spingerlo. A completare il quadro di un’agilità sorprendente è il diametro di sterzata contenuto (13 metri) se rapportato alle dimensioni del veicolo.

Massimo è anche il comfort, dovuto ad un abitacolo comodo e accogliente ma soprattutto alla notevole silenziosità generale. Alle velocità medie si avvertono solo i fruscìi dell’aria, inevitabili data anche la scarsa aerodinamica del frontale. E molto ben insonorizzato è anche il motore termico, che quando entra in azione in velocità si avverte a malapena.
Sullo sterrato veloce lo Shark è altrettanto divertente, grazie ai pregi già elencati. Quando il fondo si fa parecchio accidentato, il pick up cinese dimostra di cavarsela bene grazie alla notevole cavalleria a disposizione ma anche ad un valido controllo elettronico della trazione, che riesce a supplire egregiamente alla limitata escursione delle sospensioni (in proposito, specialmente dal retrotreno speravamo in qualcosa di meglio).
L’angolo di attacco (31°) e la distanza minima da terra (23 cm) sono buoni, mentre il passo (3,260 metri) e lo sbalzo lunghi (l’angolo di uscita è 19,3°) limitano un po’ la mobilità in fuoristrada.
Lo Shark arriverà in Italia nel primo trimestre del 2027 al prezzo di circa 54 mila euro più IVA.

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