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Ineos Grenadier: il rovescio di Musetti

5 Settembre 2025
Test

Ci sono auto che si raccontano da sole, e l’Ineos Grenadier è una di queste

testo Gianluca Vittori – foto statiche, tester accessori e test driver Matteo Marinelli

foto dinamiche Francesco Bruciamonti

Il design squadrato e il carattere ruvido dell’Ineos Grenadier sembrano usciti da un’epoca in cui le 4×4 erano strumenti di lavoro e non status symbol. Eppure, come il rovescio a una mano di Lorenzo Musetti, il Grenadier riesce a unire grazia e sostanza: un gesto elegante che nasconde una forza brutale, pronta a emergere al momento giusto.



Abbiamo avuto l’opportunità, grazie ad Autotorino, che ci ha fornito il mezzo e al Monterosa Ski che ci ha concesso dei permessi speciali, senza i quali queste strade non sono percorribili, di testare il mezzo nella splendida location della Valle d’Aosta, un territorio che non concede sconti. Qui le strade diventano sentieri, i sentieri pietraie, e ogni curva è una sfida. Dal borgo di Champoluc, ancora addormentato all’alba, il Grenadier inizia a salire verso i 2.700 metri del Colle Bettaforca. Il suo sei cilindri in linea borbotta sicuro, mentre le sospensioni lavorano senza esitazioni. Ogni sobbalzo, ogni pietra sotto le ruote conferma una sensazione: questo fuoristrada è nato per vivere fuori dall’asfalto.



La giornata è limpida, ma salendo il cielo si fa lattiginoso. Le nuvole avvolgono il massiccio del Monte Rosa, che appare e scompare come un gigante timido. Il Grenadier prosegue lento e inesorabile, le ridotte inserite, i differenziali bloccati: nessuna pendenza sembra intimidirlo. La cabina è essenziale, pensata per resistere, ma con quella cura dei dettagli che trasforma la rudezza in stile.

Limiti emersi in fase di test

Il nostro test sulle alte vie della Valle d’Aosta ha confermato la straordinaria robustezza del Grenadier, ma anche svelato alcuni scenari in cui la sua natura “heavy duty” richiede attenzione. Nei tratti più stretti dei sentieri sopra Champoluc, dove i larici sembrano chiudersi sulla carreggiata, la larghezza dell’auto costringe spesso a manovre lente e calcolate, con specchietti che sfiorano i rami. Sulle mulattiere che salgono al Colle Bettaforca, il peso di oltre due tonnellate e mezza si fa sentire, soprattutto nei tornanti più ripidi, dove la scelta della traiettoria diventa cruciale per non perdere slancio. Dopo una breve pioggia estiva, il fondo sassoso si trasforma in una sfida di aderenza: il Grenadier mantiene la trazione anche in ridotta, ma il baricentro alto impone cautela nelle pendenze laterali. Il passo lungo offre stabilità sui rettilinei sconnessi, ma rende più complesso affrontare curve strette tipiche di questi percorsi. Infine, nella lunga discesa dal Passo dei Salati, il freno motore e i sistemi elettronici come l’Hill Descent Control sono preziosi alleati, ma confermano che il Grenadier è un veicolo progettato per resistere e avanzare, non per correre. Queste osservazioni non ne diminuiscono il valore: piuttosto raccontano un mezzo che, proprio come le montagne che lo mettono alla prova, richiede rispetto e tecnica per esprimere tutto il suo potenziale.

L’allestimento Suntop: il lusso di fermarsi ovunque



A rendere il viaggio ancora più speciale è l’allestimento Suntop, che trasforma il Grenadier in una base perfetta per l’overlanding. Sul tetto, la tenda SUNTENT compatta si apre in pochi minuti, offrendo un rifugio sicuro a quota 2.300 metri, quando il tramonto colora di rosso le morene. L’azienda italiana ha pensato a tutto: sistemi modulari per caricare attrezzatura, accessori per cucinare in autonomia, soluzioni per riporre ogni cosa senza rinunciare alla praticità.

La tenda SUNTENT pesa circa 45 kg e si apre in pochi secondi, così come il CAMP CAB che si può utilizzare come box doccia o semplicemente come spogliatoio. L’attrezzatura comprende 4 contenitori BOXBAG in morbido tessuto ma autoportanti come sistema di stoccaggio e, se usati per esempio come dispensa, una volta vuoti si ripiegano occupando pochissimo spazio nel veicolo.

Per tenere le bevande in fresco o gli alimenti la Suntop ci ha messo a disposizione un capiente frigorifero ALPICOL a doppio scomparto da 35l dove eventualmente il secondo scomparto può fungere da congelatore. A chiudere il nostro allestimento troviamo WHEELAMIGO, un pratico zaino portatutto da agganciare alla ruota di scorta che può svolgere varie funzioni per aumentare la capacità di carico del veicolo oppure per tenere i rifiuti fuori dall’abitacolo, nel nostro caso data l’abbondante capienza lo abbiamo utilizzato per ospitare il serbatoio d’acqua per la doccia.

L’allestimento Suntop lo trovi cliccando qui

Questa configurazione non è solo un vezzo estetico: è la differenza tra un viaggio e un’avventura. Fermarsi ai Piani di Verra Superiore, accendere il fornello e sorseggiare un caffè davanti ai torrenti che brillano come fili d’argento, significa vivere la montagna senza compromessi. L’Ineos Grenadier, con la sua robustezza meccanica, diventa la piattaforma ideale per esplorare territori unici, come la Valle d’Aosta.

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Verso i limiti della montagna

Il percorso verso il Passo dei Salati, a quasi 3.000 metri è forse il momento più spettacolare del test. Polvere, rocce, tornanti stretti: il Grenadier avanza lento ma sicuro, mantenendo sempre trazione e stabilità. L’abitacolo non vibra, trasmettendo un senso di solidità che ricorda un veicolo militare più che un’auto di serie. Ogni curva è un piccolo match point vinto con la sicurezza di un gesto studiato: come il colpo di Musetti che sembra accarezzare la palla e invece la indirizza con precisione chirurgica. La strada sterrata diventa una scia di polvere e rocce, ma il Grenadier continua a salire, scavando traiettorie precise anche dove non esistono. L’abitacolo trasmette solidità: nessuno scricchiolio, nessuna incertezza. Il Grenadier affronta gli ostacoli con una calma e una naturalezza che nascondono potenza pura.

Gli ottimi angoli del veicolo e l’escursione dell’assetto hanno impedito di urtare i paraurti o di spanciare sui dossi più accentuati e nei tornanti più stretti e ripidi. Con la modalità Off Road attivata la maggior parte degli ADAS vengono disattivati, evitando distrazioni. La strumentazione permette di mantenere monitorato lo stato del veicolo e di poter controllare il proprio viaggio, incluso il dislivello.

In conclusione

Quando il sole cala dietro le vette, il rientro verso valle diventa una lenta discesa tra ombre lunghe e silenzi assoluti. Il Grenadier, parcheggiato davanti a una baita di pietra, sembra parte integrante del paesaggio: uno strumento al servizio di chi sceglie di esplorare, non di apparire.

Questo test non è stato solo una prova tecnica, ma un ritorno a un concetto di viaggio puro: muoversi per scoprire, sostare dove finisce la strada, sentire il vento delle alte quote. Con il Grenadier allestito, l’overlanding diventa un gesto semplice, naturale. Un po’ come il rovescio a una mano di Musetti: elegante, deciso, indimenticabile.


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