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Alla vigilia del gran finale in Malesia vi proponiamo un gustoso antipasto, la cronaca di una delle tre durissime gare che si sono svolte quest’anno nelle Filippine, rientranti nella RFC Global Series, e che il nostro inviato ha seguito per voi

Testo e foto di Thomas Pfister

Baler, una cittadina di poco meno di 45.000 abitanti lungo la costa orientale dell’isola filippina di Luzon, è piuttosto famosa per le sue dimensioni. Qui si incontrano regolarmente surfisti di fama mondiale che apprezzano le onde dell’Oceano Pacifico.

Tutto è iniziato nel 1979 con un film del noto regista Francis Ford Coppola con attori come Marlon Brando, Robert Duvall e Dennis Hopper. Il pluripremiato Apocalypse Now fu girato qui, sulle spiagge di Baler. La produzione lasciò a dei ragazzi locali le tavole da surf utilizzate in alcune scene del film e da allora Baler è diventata famosa in tutto il mondo come una mecca della scena surfistica internazionale.

È la fine di giugno e, dopo due anni di pausa a causa della pandemia, la cittadina di Baler, altrimenti piuttosto sonnolenta, si sta risvegliando dal suo sonno profondo. È in programma il Rainforest Challenge Philippines 2022, valido come eliminatoria nazionale per la gran finale del Rainforest Challenge 2022 (25esima edizione), che si disputerà in Malesia tra pochi giorni, dal 27 novembre all’8 dicembre.

Baler è perfettamente preparata, è abituata al trambusto e ad ospitare eventi sportivi nazionali e internazionali, sia sulla spiaggia e sul mare che nell’entroterra del Parco Nazionale della Sierra Madre.

Ora è soltanto un po’ più rumorosa, ma l’ospitalità è comunque imbattibile. Le Filippine sono di gran lunga uno dei Paesi più ospitali del sud-est asiatico, e ciò è dovuto non solo alla lingua inglese, che ci permette di orientarci e comunicare facilmente, ma anche alla cultura spagnola, ancora formativa, e alla storia del Paese.

Luis J. A. Wee e il suo team sono sul posto, lui è il fondatore e proprietario dell’organizzazione internazionale Rainforest Challenge in Malesia. Accompagna i suoi eventi viaggiando molto in tutto il mondo, simboleggia e incarna il vero spirito del Rainforest Challenge, iniziato esattamente 25 anni fa. C’è quindi qualcosa da festeggiare quest’anno e festeggiare è molto importante anche nelle Filippine.

Dopo il primo dei tre eventi Rainforest Challenge nelle Filippine nel 2022, Malizord Estillore e tutto il suo team hanno viaggiato con cinque veicoli da Mindanao, nell’estremo sud, fino all’isola di Cebu. Si tratta di ben 1.800 chilometri e di diversi collegamenti in traghetto che collegano efficacemente le numerose isole. Si potrebbe pensare che non sia lontano, ma in realtà si tratta di quattro giorni e tre notti di viaggio.

La stessa città di Baler si trova a soli 230 chilometri a nord-est di Manila, ma si sta comunque seduti per ben sei ore in un minibus con le gambe tirate su, perché le distanze tra i sedili sono proporzionalmente ridotte, e si deve viaggiare su tortuose strade di valico. Il fatto è che la logistica è ancora una sfida per tutti i viaggiatori.

La piazza del mercato della città di Baler è stata il luogo di incontro di tutti i partecipanti. Qui si sono svolte l’iscrizione dei veicoli e delle squadre, le verifiche tecniche e, naturalmente, l’operazione di incollaggio degli adesivi dei numerosi sponsor sui veicoli. Per questo sono stati programmati tre giorni interi, perché nessuno può prevedere con certezza quando arriverà esattamente: il traghetto può rompersi o uno dei veicoli si può guastare durante il lungo tragitto.

I partecipanti si conoscono tutti, avendo già lottato per i punti tra loro all’inizio dell’anno a Mindanao, in occasione del primo dei tre eventi del Rainforest Challenge Philippines 2022. Anche questa volta, quindi, l’accoglienza è molto calorosa e tutti sono contenti. Tuttavia, il tempo non è stato molto clemente: per tre giorni ha piovuto a dirotto. Baler si trova sulla costa orientale e, sulle montagne della Sierra Madre, tutte le nuvole di pioggia provenienti dal Pacifico si bloccano e si depositano lì.

Il programma prevedeva quattro giorni di azione e il convoglio è partito insieme verso le montagne e attraverso diversi fiumi rocciosi, che ricordano più l’Islanda. Il programma ufficiale della prima prova speciale prevedeva di correre senza limiti di tempo. Le forti piogge degli ultimi giorni, però, avevano reso i percorsi troppo lunghi, sebbene non impossibili. Di conseguenza, molti veicoli prototipo si sono guastati o le squadre sono rimaste sulla pista per ore. Alla fine il percorso è stato accorciato, ma anche in questo caso non molti sono arrivati al traguardo. Solo un veicolo prototipo è riuscito ad arrivare al traguardo senza problemi tecnici.

Quindi il bilancio del primo giorno non è stato quello che tutti avevano previsto ma, e questa è la cosa più importante, tutti si sono divertiti, hanno lottato contro le forze della natura e hanno dato il meglio di sé. Poi ci siamo accampati sul fiume vicino, i vestiti sporchi sono stati lavati nel fiume, il barbecue è stato acceso e i successi piuttosto magri del primo giorno sono stati celebrati comunque.

Il giorno seguente c’è sole sulla Sierra Madre: un tempo fantastico dà il buongiorno ai partecipanti. Ancora prima che i bollitori scaldino l’acqua del caffè, si accendono i motori. I team si sono divisi i compiti: uno cucina, l’altro si occupa del veicolo e, a turno, un altro ancora dorme per smaltire i fumi dell’alcol. Ci sono incontri o eventi in cui non ci sono vincitori né vinti, qui tutti sono amici, anche se ci si vede solo tre volte all’anno.

Tutto si svolge più o meno a poca distanza dal campo, quindi tutto è rapidamente accessibile e non si perdono le tracce, perché oltre ai prototipi ci sono altre tre categorie, i modificati, i veicoli di serie e gli esordienti. Veicoli diversi, sfide diverse per i team. Tuttavia, qui l’attenzione si concentra sui prototipi perché sono quelli che si qualificheranno per la grande finale del Rainforest Challenge in Malesia. Se si vuole vincere, bisogna qualificarsi: è così che funziona il Rainforest Challenge, di conseguenza gli standard internazionali sono elevati.

Matrel Mancera, di Mindanao, ha molti anni di esperienza nel fuoristrada e insieme al suo team ha pianificato attentamente, con settimane di anticipo, le prove speciali, che sono di varia natura. Che si tratti di una squadra che si concentra maggiormente sull’abilità e sulla velocità o di una che preferisce la tecnologia e la tattica del verricello, ce n’è per tutti i gusti. Quindi il secondo e il terzo giorno c’è alternanza sotto tutti i punti di vista e il campo dei concorrenti si allarga un po’.

Anche se ormai si guida fino a notte fonda e si lotta per i punti, la sera il paddock è sempre illuminato fino a tarda ora. Mentre uno inizia a girare le salsicce sulla griglia, l’altro sta ancora usando le chiavi inglesi o i cacciaviti. Naturalmente i materiali soffrono ma anche la concentrazione diminuisce e si verifica un numero insolitamente elevato di errori, sia di tecnica di guida che strategici.

Il quarto e ultimo giorno vede un pareggio in testa al gruppo dei prototipi, ma ci può essere solo un vincitore. Bisogna prendere una decisione. Il piccolo fiume vicino all’accampamento, che nei giorni precedenti veniva usato per lavarsi e fare il bagno, viene trasformato in una prova speciale con veicoli esterni a fare da ostacoli. Le auto vengono sistemate nel fiume in modo da creare un percorso quasi a zig zag. Sembra semplice ma in realtà non lo è perché ci sono anche grosse rocce che è meglio evitare.

La prova speciale “Water” deve portare a una decisione finale. Si tratta di millisecondi, quindi gas a manetta. O tutto o niente: se qualcosa si rompe ora non ha più importanza, visto che questa è l’ultima e definitiva tappa e domani si tornerà comunque a casa.

Alla fine è l’equipaggio formato da Edison Dungca e da Bomvet Santos a primeggiare nella classifica dei prototipi. Il team, sponsorizzato dalla Maxxis, è l’unico che era riuscito a superare la prima prova speciale e, oltre ad un perfetto spirito di squadra e di lotta, ha anche molto umorismo. Non si tratta solo di pneumatici adatti ma anche di una buona combinazione di prestazioni del veicolo e di lavoro di squadra, ed è proprio ciò che questo team può vantare.

Nel tardo pomeriggio del quarto giorno siamo tornati a Baler, all’Aliya Surf Camp Resort. Qui si è svolta la cerimonia ufficiale di premiazione durante una cena. Il team del fondatore del RFC, Luis Wee, giunto appositamente dalla Malesia per il Rainforest Challenge Philippines 2022, ha consegnato i trofei ai primi classificati nelle diverse categorie:

Categoria “Prototype”: 1. Edison Dungca e Bomvet Santos; 2. Jayson Peyra e Albert Frondozo; 3. Rogelio Peyra Jr. e Glen Buena.

Categoria “Modified”: 1. Noel Bartolome e Jerol Conteras; 2. Marc Ortega e Carlo Marzo; 3. Pastor De Leon e Jestoni Ilagan.

Categoria “Production”: 1. Bing Gabriel e Victor Ma Dela Rosa; 2. Lee Romar Vince e Christmer Edmar; 3. Steven Nikolai Camaya e Christian Peralta.

Categoria “Newbie”: 1. Cristopher Espana e Allen Fontanilla; 2. Car Michael Santos e Danilo Matias; 3. Neil Carlo Federizo e Gil Delos Santos.

© 4×4 Magazine – RIPRODUZIONE RISERVATA

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