I fuoristrada “veri” non sembrano risentire del tempo che passa. Specialmente un mito come la Defender perché, qualsiasi esemplare di qualsiasi età, rappresenta una base perfetta per costruire il 4×4 dei propri sogni. Il proprietario di questa 200 TDI ha elaborato personalmente la vettura potenziandola e irrobustendola per poter affrontare i percorsi estremi che ama

Testo e foto di Lorenzo Gentile

I PRO
– Motore corposo
– Trasmissione robusta
– Carrozzeria protetta in ogni punto

I CONTRO
– Peso elevato
– Assenza ruota di scorta

Avere un fuoristrada preparato da estremo per molti è la soluzione giusta per superare qualsiasi ostacolo, per essere invincibili sui più duri campi di gara e per competere in campionati di prestigio. Il rovescio della medaglia sono il problema dell’omologazione, con l’impossibilità di circolare su strada, e gli elevati costi di gestione che si moltiplicano in caso di guasti o rotture meccaniche. Per fortuna si può sempre trovare una via di mezzo, proprio come ha fatto Adriano Paris, meccanico di Pomezia che, una volta entrato in possesso di questa Defender 200 TDI, ha deciso di prepararla per percorsi estremi ma, allo stesso tempo, di lasciarla sfruttabile per le gite fuoriporta e gli eventuali trasferimenti autostradali da effettuare con la sua famiglia. L’acquisto della vettura è avvenuto svariati anni fa. Fu una vera occasione da non lasciarsi sfuggire, la vettura era infatti seminuova e quasi mai aveva visto uno sterrato, avendo circolato solo in ambiente urbano. Nonostante ciò i lavori di manutenzione ordinaria furono necessari in previsione di cosa l’attendeva! Successivamente iniziarono anche gli interventi di miglioramento delle prestazioni off road con accessori che vennero trascritti a libretto grazie ad un collaudo presso la Motorizzazione di Roma. Adriano è un vero appassionato di motori e di meccanica fai da te e, sfruttando i pochi ritagli di tempo lasciati dal lavoro (l’officina lo assorbe molto), iniziò la preparazione completamente da solo acquistando la maggior parte degli accessori dalla Raptor 4×4. Protezioni, assetto, roll cage e allestimento vario proviene per massima parte dal catalogo dell’azienda savonese, ma non manca il tocco del proprietario che è intervenuto per migliorare ulteriormente alcuni componenti. Per dare alla vettura una marcia in più, dopo qualche tempo i ponti originali sono stati sostituiti con gli assali del Nissan Patrol Y60, in grado di resistere alle sollecitazioni delle gomme da 35 pollici. Adriano è un noto “piede pesante” che, anche di fronte a rocce e grandi ostacoli, non si fa scrupoli a tenere giù il gas con decisione. Da qui la necessità di un profondo rinforzo anche degli altri organi di trasmissione e di un potenziamento delle protezioni in previsione delle uscite con i suoi due figli a bordo. In tal senso il roll cage della vettura è stato interamente modificato da Adriano con tubi di rinforzo di sezione maggiorata per prevenire il danneggiamento della cabina in caso di ribaltamento. Un lavoro che, nonostante abbia aggiunto peso, si è dimostrato efficace visto il tipo di fuoristrada affrontato.

 

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Diverte Off & On

Il motore, con 200.000 km all’attivo al momento dell’acquisto, è stato solamente revisionato nei punti chiave sostituendo i pezzi usurati, ma per il resto è ancora in perfette condizioni, prova ne è la robusta coppia tipica del 200 TDI sprigionata sin dai bassissimi giri, che Paris è riuscito a perfezionare ed incrementare grazie a una nuova turbina a geometria variabile presa da un’Audi A6 V6 turbodiesel. Il risultato si sposa benissimo con le esigenze di Adriano che, nei percorsi che è solito affrontare, necessita di un motore corposo in basso ma non eccessivamente potente. Il kit di rialzo dell’assetto da 10 cm della Raptor 4×4, abbinato agli ammortizzatori Terrafirma regolabili a gas, si dimostra validissimo sui percorsi vivaci di stampo trialistico, proprio come piacciono al proprietario, che sovente li ricerca. L’escursione è davvero ampia su entrambi gli assali e ciò aumenta la mobilità della vettura senza penalizzarne la guidabilità su asfalto. Altro aspetto, quest’ultimo, che Adriano ha curato in modo preciso, dato che utilizza la sua Defender regolarmente su strada, anche per andare in vacanza con la famiglia. Insomma questa vecchiotta ma ancora pimpante Land, tanto amata dal suo proprietario, ci ha piacevolmente colpito sia per le sue impressionanti doti di off roader sia per la polivalenza che ancora nasconde sotto la sua vistosa preparazione. Un motivo in più per continuare a prendersene cura!

IN DETTAGLIO

Il motore è rimasto praticamente nella sua configurazione originale per mantenere inalterata l’affidabilità. Per aumentare la già notevole coppia disponibile è stato sostituito il turbocompressore originale con un elemento a geometria variabile prelevato da un’Audi A6 con motorizzazione 3.0 V6 TDI (che lavora a una pressione di 1,1 bar, con picco di 1,4) e la pompa del gasolio è stata ritarata per aumentarne la portata. Lo scarico, poi, è stato accorciato per migliorare l’espulsione dei gas e risparmiare peso. Il nuovo filtro dell’aria della Sparco è stato posizionato sul cofano: la soluzione migliore, a detta di Paris, per evitare danneggiamenti allo snorkel laterale nei passaggi molto stretti.

In seguito al generoso rialzo dell’assetto gli alberi di trasmissione originali hanno dovuto lasciare il posto ad elementi Raptor 4×4 dotati di doppia crociera in uscita dal riduttore, oltre che rinforzati. Per compensare, almeno in parte, la riduzione dei rapporti di trasmissione dovuta all’adozione dei ponti del Nissan Patrol GR, il riduttore è stato sostituito con quello di una Discovery 200 TDI. Ora la velocità massima, con le 235/85 R 16 (omologate) che vengono usate su strada, è di circa 110 km/h. Da notare anche la sostituzione del tamburo del freno di stazionamento originale con il sistema a disco.

Entrambi i ponti sono stati sostituiti con gli assali del Nissan Patrol Y60 aggiornati con coppie coniche del modello Y61 con rapporto 4.62:1 e differenziali bloccabili al 100% della ARB. Il ponte anteriore presenta una protezione artigianale della pera del differenziale.

 

L’assetto scelto è di tipo misto in quanto prevede molle Raptor 4×4 da +10 cm e ammortizzatori a gas Terrafirma regolabili in

compressione, il tutto abbinato ad attacchi rialzati per gli ammortizzatori, tamponi di fine corsa maggiorati, coni guida molla posteriori e tubi freno allungati in funzione del rialzo. I puntoni posteriori “long arm”, sempre di Raptor 4×4, sono stati tagliati, rinforzati e accorciati per spostare i johnny joint nella parte posteriore dell’attacco al telaio, in modo da massimizzare l’escursione. All’anteriore, invece, sono stati utilizzati i puntoni del Patrol GR. Tutte le boccole sono state sostituite con altre in poliuretano.

Per fare fuoristrada Paris monta pneumatici Silverstone MT-117 Xtreme da 35 pollici calzati su cerchi in acciaio Tyrex da 15” con flangia antistallonamento esterna ed ET -25.

Il serbatoio per l’accumulo dell’aria compressa, da 5 litri, è fissato tramite supporti in alluminio ed una cinghia ad un longherone del telaio. Il compressore dell’aria, a Tyrex a due vie, è alloggiato sotto il sedile del passeggero e viene utilizzato per il gonfiaggio dei pneumatici.

La vettura è equipaggiata con due verricelli. L’anteriore è un Tyrex da 9.500 libbre ancorato al paraurti tubolare con bull bar della Raptor 4×4, allestito con due coppie di fanali di profondità a LED. Il verricello posteriore, installato sotto il pianale, è un CTA da 12.000 libbre con cavo tessile fissato tramite una staffa ai due longheroni del telaio.

Ogni punto “a rischio” della vettura è protetto da accessori specifici tra cui la slitta anteriore, la piastra paraserbatoio, le protezioni per le portiere e i tree slide tubolari per la parte posteriore delle fiancate. L’intera cabina è protetta da un roll cage della Raptor 4×4, tutto rinforzato dallo stesso Paris con l’aggiunta di altri elementi, che si prolunga nel “musetto” tubolare anch’esso realizzato dall’azienda ligure.


Gli interni hanno ricevuto gli aggiornamenti necessari per adeguarsi alla pratica del fuoristrada. Sono quindi comparsi nuovi sedili reclinabili della Sparco con cinture dedicate a 5 punti di ancoraggio, un volante sportivo sempre della Sparco, una nuova pedaliera OMP, inclinometro, manometro pressione turbo e radio CB Magnum S45HP OmegaForce. Sul cruscotto non mancano i vari interruttori per l’attivazione dei blocchi dei differenziali, delle luci supplementari e dei due verricelli di bordo.

La parte posteriore della vettura mantiene le classiche panchette ripiegabili ma per incrementare la sicurezza è stata aggiunta una solida barra diagonale interna ad integrazione del roll cage esterno.

 

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L’AUTORE

Adriano Paris, di Pomezia (Roma), lavora come meccanico privato presso l’officina A Posto di Paolo Gallo, situata in Via Cincinnato 35, dove oltre che su auto e moto si cimenta a preparare 4×4 di amici e conoscenti. Per tutte le informazioni a riguardo potete scrivergli alla mail: parisadriano@tim.it.

MODIFICHE E COSTI

Turbocompressore Audi A6 600
Filtro aria Sparco 120
Alberi di trasmissione ant. e post. a doppia crociera Raptor 4×4 950
Ponti ant. e post. Nissan Patrol Y60 1.200
Coppie coniche Nissan Patrol Y61 4.62:1 600
Differenziali ant. e post. ARB bloccabili al 100% + compressore Tyrex 2 vie 2.000
Freno di stazionamento a disco 600
Kit rialzo assetto +10 cm Raptor 4×4 + ammortizzatori Terrafirma a gas 3.250
Cerchi in acciaio Tyrex 7×15 ET -25 con beadlock (4) 590
Pneumatici Silverstone MT-117 Xtreme 35×12.50 R 15 (4) 1.100
Verricello ant. Tyrex 9500 490
Verricello post. CTA 12000 450
Protezione serbatoio in alluminio 400
Roll cage esterno Raptor 4×4 1.650
Parafanghi ant. tubolari Raptor 4×4 1.140
Pedane laterali 170
Tree Slide (2) 200
Sedili ant. Sparco + cinture di sicurezza a 5 punti 240
Volante Sparco 180
Pedaliera OMP 80
Radio CB Magnum S45HP OmegaForce 210

Prezzi in euro IVA inclusa, manodopera esclusa

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