Ranger Raptor 2024: sempre più inarrestabile, ma difficile da domare

Abbiamo provato il nuovo Ranger Raptor 2024, considerato da Ford uno dei mezzi di punta della propria gamma di pick-up. Muscoloso, robusto e dalle spiccate doti fuoristradistiche, ma nasconde delle pecche

Testo: Gianluca VIttori – Foto e driver: Matteo Marinelli

Abbiamo testato il nuovo Ranger Raptor 2024 su vari percorsi per capire al meglio le possibilità offerte dalla seconda generazione del Ford Ranger Raptor. Sono tante le sensazioni positive che ci ha lasciato, ma non possiamo non parlare di alcuni aspetti negativi che abbiamo riscontrato.

L’estetica

La parte estetica del nuovo Raptor è cambiata notevolmente. Sono stati sostituiti e sono più moderni i gruppi ottici sia anteriori che posteriori, così come il frontale che è stato totalmente cambiato. La stessa parte posteriore presenta nuovi gruppi ottici e un paraurti rivisitato permette la collocazione dei due scarichi: un vero e proprio nuovo progetto. Il frontale inoltre è stato ribassato rispetto al precedente modello ed è quindi più soggetto agli urti, così come gli scarichi posteriori che restano esposti: possiamo infatti dire che i tondini inseriti nel paraurti non sono sufficienti a preservarli dai colpi.

Il portellone posteriore risulta alleggerito e questo è dovuto alla molla interna che è stata potenziata permettendo una chiusura molto agevole, basta un dito. Sul copri cassone sono state integrate due maniglie portatutto che di solito si trovano sui tetti delle macchine. Questi sono stati inseriti sul cassone per predisporre eventualmente anche una tenda da tetto che può essere fissata con le barre portapacchi sul cassone, lasciando che la sagoma del veicolo non esponga il carico al coefficiente Cx sull’aerodinamicità. Sul modello scorso si trovava la predisposizione per inserire le barre, mentre qui sono fisse, presentando una cura diversa per il dettaglio.


Gli interni

Gli interni sono stati stravolti completamente. Le sedute sono ufficiali Ford Performance, non più della Recaro, tutte con logo Raptor così come il volante. Sostanziali differenze sono presenti nel nuovo schermo da 12 pollici touch al centro della consolle dove viene raffigurato tutto il mondo Raptor a 360°, dalle impostazioni di guida ai comandi per il fuoristrada e le varie telecamere che mostrano l’ostacolo che hai davanti o laterale, grazie alle telecamere apposte sugli specchietti. Tutta la console centrale tra i due sedili è stata rivisitata, ed è possibile comandare tutto dal classico joystick tra i due sedili.

L’assetto

L’assetto presenta la stessa struttura del precedente modello, ma ammortizzatori nuovi, sempre della Fox, ma un upgrade che dona un look più “cattivo”. Anche nella versione in prova, un 3.0 V6 benzina da 292 CV è presente il cambio automatico a 10 rapporti come il precedente modello con ridotte, con marce molto progressive per tutte le modalità di guida. In questa versione le varie modalità di guida si adattano a tirare ogni singola marcia in un modo differente, così da poter trovare il modo migliore per utilizzare ogni marcia e ogni suo cambiamento di dinamica. Questo contribuisce a rendere il controllo sul veicolo più totale e un’esperienza di guida più immersiva.

La novità per la funzione Baja

Come nella versione precedente del Raptor c’è la funzione Baja per le prestazioni in velocità su terreni sconnessi. Per la nuova versione però, questa funzione è utilizzabile sia con 2 che con 4 ruote motrici. È senz’altro una novità interessante, perché eroga la completa coppia solo sull’asse posteriore permettendo più brillantezza alle prestazioni del veicolo. Anche se, come sempre, si può utilizzare la classica modalità 4×4 e distribuire la coppia sulle 4 ruote motrici.

Blocco del differenziale anteriore

Un’altra importante novità è rappresentata dal bloccaggio del differenziale anteriore. In questo modo il Raptor arriva a disporre di 3 differenziali bloccabili, che permettono di tirare fuori questo pick up da ogni situazione impervia. Una sorta di garanzia di avere il 100% di prestazioni che puoi desiderare da un fuoristrada. In questo modo non c’è necessità di aggiungere accessori aftermarket. Al massimo si possono sostituire le gomme di serie, che sono le 285/70 R 17, con le 315/75 R 16, in aggiunta a un rialzo dell’assetto di 5 cm rispetto a quello offerto nella versione base, così da ottenere un rialzo complessivo di +8 cm (e un aumento di 3 cm della distanza da terra degli assali).


Considerazioni

Senza dubbio questo è un veicolo che permette un fuoristrada grintoso e in velocità grazie anche a un’ottima escursione aiutata dal passo. In un confronto però con il precedente modello testato, un Diesel 4 cilindri, questo 6 cilindri a benzina ci è sembrato meno scattante del precedente modello, ci aspettavamo di più dai 300 cavalli quindi oltre 70 rispetto alla versione da 213 CV con 500 Nm di coppia.

Abbiamo trovato inoltre un piccolo lag nel cambio che genera un ritardo sulla cambiata. Infatti, nel tirare una marcia, si percepisce un taglio della potenza perché subentra una modalità di controllo che non si può escludere, soprattutto nella modalità Baja.

Un altro difetto lo abbiamo riscontrato nella prova su sabbia dove non si sentiva la macchina che scaricava la giusta potenza a terra, al contrario della prova su asfalto, dove, in rettilineo con partenza da fermo si sentiva tutta la coppia che veniva scaricata. In fuoristrada ci risulta quindi una perdita di coppia, probabilmente pensiamo per la troppa potenza.

La modalità di guida

Le sospensioni sono molto più sensibili al cambiamento di modalità di guida. In base alla selezione che si sceglie c’è un radicale cambiamento sulle prestazioni del veicolo. Nella modalità sabbia le partenze sono più morbide e le marce meno tirate, più fluide, mentre nel fango si presenta più aggressiva e le cambiate sono più repentine e così anche per la parte che Ford definisce “crawler”, funzione adatta per il trial. Le prestazioni di guida sono senz’altro positive, anche nelle altre modalità.

In conclusione

Dobbiamo dire che la versione precedente ci ha dato una maggiore sensazione di controllo su fango e sabbia e soprattutto non ci ha mai dato la sensazione di perdita di coppia, di potenza o di sovra potenza a causa di una maggiore difficoltà di controllo della sua partenza a razzo.

A tal proposito ci riserviamo di provare il nuovo Raptor anche nella sua versione Diesel che, pur avendo meno arroganza e maggiore coppia, potrebbe andar meglio sul veloce.

Il nuovo Raptor 3.0 V6 a benzina è senza dubbio un veicolo agile e potente con importanti novità che, anche con i controlli di trazione inseriti, è molto facile da far scodare; quindi, prevede una certa dose di sensibilità alla guida.

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