Questa Suzuki Jimny 1.6 è un mix tra velocità e tecnica. Il preparatore aquilano Totani si è concentrato proprio su queste caratteristiche nell’allestire la giapponesina. Il grintoso motore della Liana e l’assetto “racing” regolabile formano una coppia che regala scariche di adrenalina pura.

Testi e foto Lorenzo Gentile

La Suzuki Jimny 1.6 di cui vi stiamo per parlare è agile, new age e indiavolata. Siamo montati in sella ad uno dei più riusciti “grilli per la testa” di casa Totani, la Jimny con motore 1.6. L’allestimento è aggressive, ma punta soprattutto alla sostanza. Una bastonata a tutti coloro che pensano che divertirsi in fuoristrada sia un’operazione costosa. Pompare quattrini per ottenere mezzi pesanti, ingombranti e con un’orgia di cavalli non sempre paga. Qui la storia è diversa. La spesa è contenuta, ma le prestazioni
sono da togliersi il cappello. Un low price abbinato a un gran risultato. Tipo gli spinaci per Braccio di Ferro. La ricetta è questa: prendere una 4×4 del secolo scorso (1998), trapiantare un motore più potente (purtroppo ormai quasi introvabile in Italia) e un assetto “come si deve”, aggiungere prodotti griffati Totani più alcune soluzioni artigianali e condire il tutto con una robusta esperienza nel campo dei 4×4 made in Japan. Non a caso i fratelli Totani nel 2002 hanno vinto il Challenge di Regolarità proprio a bordo di una Jimny. Una prima occhiata alla vettura non lascia dubbi sulla destinazione d’uso, votata sia al trial che al veloce. Ma solo una volta girata la chiave si svela la vera anima di questo piccolo diavolo. Ci piace.

IL MOTORE E LA TRASMISSIONE

Il motore originale della Suzuki Jimny, il 1.3 a benzina da 80 cavalli, è ritenuto idoneo dalla maggior parte dei possessori di questo veicolo, soprattutto se non si
devono “tirare” gomme esagerate. Tuttavia, poiché i cavalli non bastano mai, la Totani ha preferito intervenire in maniera radicale sostituendolo di sana pianta
con il 1.6 a 16 valvole da 106 cavalli della Suzuki Liana. Un’operazione che non ha richiesto particolari adattamenti data la somiglianza dei due propulsori. Poiché il basamento è uguale, i supporti motore e la campana del cambio sono rimasti gli stessi. È stata mantenuta persino la centralina del Jimny, perché
rende di più ed ottimizza i consumi. L’unica modifica effettuata ha riguardato lo scarico, totalmente ricostruito in acciaio, con un nuovo collettore 4 in 1 e
privo del catalizzatore e del silenziatore terminale. Un lavoro che ha permesso di salire fino a 120 CV di potenza. La frizione è stata rinforzata sostituendo
il disco originale con uno in rame, più idoneo agli utilizzi gravosi. Il cambio è rimasto quello di serie mentre il riduttore proviene da una SJ 410, che ha
i rapporti più corti. Sempre per quanto riguarda la trasmissione, in funzione dell’assetto rialzato è stato applicato uno spessore per l’albero di trasmissione
anteriore di circa 3 cm. I ponti sono sempre quelli di serie della Jimny, ma opportunamente rinforzati. L’anteriore, piuttosto debole, è stato intubato
all’interno, mentre il posteriore vede saldature esterne inferiori per tutta la sua lunghezza. Ciliegina sulla torta è il differenziale bloccabile al 100% della
ARB montato sull’assale posteriore, con compressore aria dedicato fissato nel vano motore.

LE SOSPENSIONI
Alta, talmente alta che sembra una ballerina. Il lavoro su questo reparto è stato sì impegnativo, ma nulla di straordinario, infatti la geometria di base è rimasta
ancora quella di partenza. Gli ammortizzatori scelti sono un modello SP a gas con serbatoio separato e doppia regolazione in estensione e comprensione. A questi sono state affiancate nuove molle +7 cm sempre della SP di tipo rinforzato. Per guadagnare ulteriori centimetri in altezza, inoltre, è stato applicato un body lift in teflon da 10 cm, che ha imposto alcune accortezze.
Per ripristinare i giusti angoli di lavoro, il ponte anteriore è stato spostato in avanti di 2 cm traslando gli attacchi sul telaio dei puntoni ed è stato anche
ruotato staccando e risaldando in posizione diversa gli attacchi dei puntoni sul ponte stesso. Oltre a questi, all’avantreno sono stati rifatti ex novo, più
robusti, gli attacchi di molle e ammortizzatori (sia inferiori che superiori), mentre gli attacchi della barra Panhard e le biellette della barra antirollio
sono stati allungati. L’impianto frenante è rimasto di serie eccetto per i tubi flessibili, che sono stati sostituiti con tubi aeronautici di lunghezza adeguata
al rialzo dell’assetto.

L’ESTERNO E L’INTERNO
Anche se a prima vista può non sembrare, gli interventi sulla carrozzeria ci sono stati, eccome. Oltre alla sostituzione dei due paraurti con elementi tubolari in acciaio della Duralblock, le fasce di raccordo angolari con la carrozzeria sono state ricostruite in plastica con altri elementi dal profilo
più alto. Un lavoro questo, che ha permesso di guadagnare preziosi gradi negli angoli di attacco e di uscita, nonché di evitare contatti con le ruote
in compressione. Nella parte frontale sono installati il verricello elettrico, un Warn 4700 DC da 2,1 tonnellate e una coppia fari supplementari
Warn a doppia illuminazione. Per i recuperi questa Jimny è attrezzatissima in quanto dotata di 4 nuovi ganci di recupero, decisamente più robusti degli
originali e opportunamente verniciati in giallo. Posteriormente è anche applicato un gancio di traino. La vista posteriore dell’auto evidenzia anche
un altro aspetto: la presenza del nuovo paraurti ha imposto il ricollocamento della ruota di scorta e della targa, adesso spostate più in alto (e la ruota anche
più a destra). Il gruppo cambio-riduttore è difeso da una robusta piastra in duralluminio da 6 mm della gamma Duralblock. Quanto alle gomme, la
vettura monta delle ricostruite di Ziarelli, il modello Trac di misura 205/70 R 15, calzate su cerchi in acciaio di colore nero con canale da 7”. Gli
interni sono rimasti inalterati, tuttavia ad un occhio attento non sfuggono il nuovo volante sportivo in pelle della OMP [8] e gli interruttori per i bloccaggi dei differenziali e per il relativo compressore, posizionati davanti alla leva del cambio.

IN CONCLUSIONE
Con questa wrappatura sgargiante ed originale la Jimny by Totani esprime una notevole freschezza, che riesce a nascondere molto bene i suoi ben 17 anni
di età! Una Suzuki del genere è stata concepita per offrire il massimo piacere possibile di guida, nonostante i tratti in comune con la vettura di serie siano
ancora parecchi. La differenza con il vecchio propulsore è notevole, anche in funzione dell’accresciuta cavalleria del 1.6 della Liana. Portata al limite la piccola giapponese si dimostra vivace ma mai aggressiva, anche se occorre dimestichezza nei percorsi tortuosi, dove il baricentro alto può causare problemi di
stabilità. Come con tutte le piccole 4×4, nonostante l’efficacia dell’assetto da competizione bisogna evitare di farsi prendere la mano per via del peso ridotto.
La spinta necessaria c’è sempre e, grazie anche alle ridotte, le più ripide salite vengono divorate con relativa semplicità. Certo non stiamo parlando di un
“corposo” diesel, ma è comunque un piacere osservare la lancetta del contagiri fare su e giù come un’altalena, senza nessuna incertezza. Fino a 6.000
giri la spinta è garantita con vigore, poi però bisogna arrendersi al limitatore che subentra con una certa irruenza. Un altro vantaggio apportato dal nuovo
propulsore sono i consumi, ora scesi in maniera sensibile. Grazie alla maggiore spinta del motore lo sforzo richiesto è infatti minore e di conseguenza anche
la “sete” è diminuita. Nulla da dire per l’assetto che grazie alle sue regolazioni offre confort sul veloce e, una volta regolato a dovere, la giusta elasticità nelle
buche più profonde. È facile comunque trovare un compromesso, in modo che la stabilità sul veloce non vada a discapito dei punti più sconnessi.

MODIFICHE E COSTI

Motore 1.6 Suzuki Liana (usato) – – – – – – – – – 2.000
Collettore di scarico 4-1 – – – – – – – – – – – – – – – – 700
Scarico artigianale – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – 800
Frizione rinforzata – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – 640
Spessore albero trasmissione ant. – – – – – – – – 120
Differenziale post. ARB bloccabile al 100%
+ compressore aria ARB – – – – – – – – – – – – – – – 1.000
Rinforzo ponte ant. – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – 500
Molle SP +7 cm (4) – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – 580
Ammortizzatori SP a gas con serbatoio
separato e doppia regolazione (4) – – – – – – – – 1.600
Prolunga testine barra stabilizzatrice ant. – – – – 50
Body lift +10 cm – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – 380
Paraurti ant. + post. tubolari in acciaio – – – – – 756
Verricello Warn Works 4700 DC da 2,1 t – – – – 720
Fari supplementari ARB biluce (2) – – – – – – – – – 270
Protezione cambio-riduttore
Duralblock in alluminio 6 mm – – – – – – – – – – – 284
Cerchi in acciaio Neri 15×7 ET 0 (4) – – – – – – – – 280
Pneumatici Ziarelli Trac (4) – – – – – – – – – – – – – – 319
Volante Sportivo OMP + mozzo – – – – – – – – – – 215
Wrapping – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – 1.400
Prezzi in euro IVA inclusa, manodopera esclusa

IL PREPARATORE

TOTANI OFF ROAD
S.S. 615 per Pianola – 67100 L’Aquila
Tel.: 0862-410230
Web: www.totani.it
Mail: info@totani.it
Referente: Silvio Totani

Specializzazione: concessionario ufficiale, magazzino
ricambi e officina autorizzata Toyota, Mitsubishi, Suzuki e
Kia. Fornitore ufficiale per veicoli con allestimenti speciali,
preparazione 4×4 per gare o viaggi, organizzazione di
eventi sportivi e corsi di guida in fuoristrada.

© 4×4 Magazine – RIPRODUZIONE RISERVATA

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