Il ricorso alla tecnologia Diesel Mixed Fuel, ovvero gasolio miscelato al GPL, appare la strada migliore per poter continuare ad utilizzare i fuoristrada diesel, anche i più datati, nelle zone soggette a blocchi della circolazione.

Testo e foto di Francesco Fatichenti

Sono sempre più numerose le amministrazioni comunali (tra cui, ad esempio, quella di Milano) che riconoscono come “ecologici”, quindi non soggetti al blocco della circolazione, i veicoli diesel dotati di impianto Mixed Fuel (che utilizza come carburante una miscela di gasolio e GPL, ovvero gas di petrolio liquefatti), al pari dei veicoli a benzina con impianto a GPL.

I vantaggi del sistema Diesel Mixed Fuel consistono non solo nell’abbattimento degli agenti inquinanti, ma nel contemporaneo aumento delle prestazioni del motore e nella consistente riduzione dei consumi e dei costi di gestione. Per capirne di più ci siamo rivolti a Simone Galli, titolare della Multi Car 4×4 di Pomezia (Roma), che oltre ad essere un noto preparatore di fuoristrada è anche un installatore abilitato dell’impianto Mixed Fuel prodotto dalla AC Stag, l’unico impianto che attualmente gode dell’omologazione da parte del Ministero dei Trasporti italiano.

Simone Galli, titolare della Multi Car 4×4 di Pomezia (Roma)

“Il sistema si basa sulla perfetta miscelazione del GPL (gas di petrolio liquefatti), dell’aria e del gasolio all’interno del collettore d’aspirazione del motore diesel” spiega Galli. “I motori diesel non possono funzionare solo con GPL perché il gasolio si accende per compressione, mentre il GPL (come la benzina) ha bisogno della scintilla della candela per innescare la combustione. Il gasolio, quindi, è sempre necessario per l’innesco della combustione di un motore diesel. La quantità di GPL che viene aggiunta al gasolio varia dal 20 al 40% in base al tipo di motore e al sistema di iniezione a cui è applicato il sistema. Oltre al 40% non si può andare perché, dato che il gas è più veloce ad accendersi rispetto al gasolio, si andrebbe incontro a fenomeni di detonazione.

Il risparmio di carburante maggiore si ottiene con un motore common rail, dove la centralina dell’impianto a GPL interagisce con la centralina di gestione del motore permettendo di ridurre al minimo possibile la percentuale di gasolio utilizzata. Un motore con pompa di iniezione meccanica, invece, può ricevere al massimo il 30% di GPL, perché in questo caso la diminuzione della percentuale di gasolio si ottiene riducendo meccanicamente (e quindi in modo fisso) la mandata della pompa. In questo caso, quando la vettura funziona con gasolio misto a GPL le prestazioni restano invariate, mentre se si utilizza il solo gasolio le prestazioni risultano ridotte del 20-30%. Tuttavia se si adotta un serbatoio capiente non si ha più la necessità di andare solo a gasolio”.

Per fare un esempio concreto, sulla Land Rover Defender 110 Td5 Mixed Fuel che Galli ci ha fatto provare abbiamo riscontrato una diminuzione dei consumi di circa il 30%, con una percorrenza di circa 13 km/litro e un allungamento dell’autonomia della vettura di circa 150 km. Il che, considerando anche il minore costo del GPL, porta ad ammortizzare il costo dell’impianto abbastanza rapidamente. Come dicevamo, però, i vantaggi prestazionali del Mixed Fuel sono interessanti quanto il risparmio di carburante.

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“Il gas, essendo immagazzinato allo stato liquido nel serbatoio, è molto più freddo del gasolio, e il conseguente raffreddamento della miscela immessa nel condotto di aspirazione migliora la combustione nei cilindri, regalando più potenza” prosegue Galli. “Personalmente massimizzo questo effetto posizionando gli iniettori del gas (il cui numero è variabile, ma mediamente se ne utilizzano 4) prima dell’intercooler. In questo modo la temperatura della miscela immessa diminuisce dai normali 40-50°C a 30-35°C: come se avessi montato un intercooler maggiorato. Dalle prove tecniche al banco che ho condotto, semplicemente installando l’impianto si ottiene un incremento di potenza tra il 10 e 15%, ovviamente con la miscela gasolio/GPL. Dai 122 cavalli di serie la Defender Td5 arriva a 135 cavalli e anche qualcosa di più, con un netto miglioramento dell’erogazione della coppia, con tutti i benefici che comporta per la guida della vettura. C’è poi la possibilità di rimappare entrambe le centraline (gestione motore e impianto GPL), accordandole con cura, per sfruttare ancora di più i vantaggi che abbiamo descritto. Un altro vantaggio consiste nella maggiore pulizia interna del motore: poiché le particelle incombuste di gasolio risultano notevolmente ridotte, quasi del 90%, l’EGR e il FAP si mantengono molto più puliti e la fumosità allo scarico viene ridotta notevolmente”.

C’è da notare, inoltre, che i componenti dell’impianto Diesel Mixed Fuel occupano davvero poco spazio nel vano motore e l’installazione non comporta modifiche particolari (solo il taglio di un tubo dell’impianto di raffreddamento per intercettare il liquido che deve passare anche all’interno del regolatore di pressione).

E i costi? L’installazione e il collaudo dell’impianto su un veicolo fuoristrada costano in totale 3.200 euro (IVA inclusa). Per un SUV il costo è leggermente inferiore: infatti su un veicolo destinato alla pratica del fuoristrada, come la Defender che vedete nelle foto, tutti i componenti nel vano motore vengono collocati più in alto possibile, al riparo da fango e acqua, e il serbatoio viene posizionato più riparato possibile.

L’impianto del GPL prevede una piccola centralina elettronica di gestione, che nei motori a gestione elettronica dell’alimentazione si interfaccia con la centralina originale, ed è dotata di presa diagnostica.

La centralina calcola in tempo reale il corretto dosaggio di ciascun carburante sulla base delle indicazioni ricevute dalla sonda della temperatura dei gas di scarico e del sensore di pressione. Per prevenire la detonazione viene applicato sul basamento, sfruttando un alloggiamento già esistente, anche un sensore di battito.

Il regolatore di pressione.

Gli iniettori del gas, il cui numero varia da 2 a 8 a seconda del tipo di motore.

Il filtro del gas.

Non c’è una regola che stabilisca le dimensioni del serbatoio del GPL, che variano a seconda delle esigenze (se si vuole maggiore autonomia o si preferisce un ingombro ridotto), e non c’è alcuna limitazione neanche al posizionamento: la bombola può essere fissata sotto il pianale o all’interno dell’abitacolo. Nel caso di questa Defender si è scelto di montare esternamente un serbatoio da 20 litri, fissato al longherone destro del telaio e protetto da una robusta piastra di alluminio da 4 mm. “In caso di pratica di fuoristrada non si corre nessun pericolo” rassicura Galli “perché il serbatoio è progettato per resistere a urti e colpi, e non si riesce a forarlo. Comunque, per la massima sicurezza, aggiungiamo sempre una protezione”.


Nell’abitacolo è posto il commutatore e indicatore di livello del GPL, di dimensioni molto compatte.

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