È di certo il veicolo fuoristrada più originale e innovativo degli ultimi anni lo Sherp, l’ATV che viene dall’est ed è in grado di avanzare su qualsiasi tipo di terreno e persino in acque profonde, dato che è anfibio.

Testo di Francesco Fatichenti – Foto di Matteo Marinelli

L’ingegnere russo che l’ha progettato, Alexy Garagashayan, voleva ottenere un mezzo idoneo a lavorare in condizioni estreme come quelle che spesso si incontrano nel suo Paese, dove la neve alta e, con il disgelo, il fango e le paludi abbondano. Condizioni in cui i fuoristrada 4×4 tradizionali, anche i più possenti, si devono arrendere, al contrario dello Sherp, che grazie alle ruote enormi (alte 1,6 metri) e al peso contenuto (1.300 kg) non conosce ostacoli impossibili da superare.

Lo sa bene la Laurini Officine Meccaniche di Busseto (Parma), importante azienda specializzata nella produzione di macchine per movimento terra e per la posa delle pipeline, le condutture di gasdotti e oleodotti, che utilizza con successo lo Sherp per il trasporto del personale nei cantieri nelle più remote e difficili zone del mondo in cui opera e di recente ha deciso anche di importarlo in Italia, ad un prezzo che parte da 95.000 euro.

Costruito in Ucraina, lo Sherp viene prodotto in due varianti: Pro, con carrozzeria chiusa, e Pick-Up, con tetto in tela. Spartano e funzionale, è un veicolo ideale per effettuare lavori in ambienti difficili e per le spedizioni scientifiche in luoghi inaccessibili, e come tale potrebbe risultare prezioso per enti come i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile. La sua guida molto particolare e divertente, inoltre, lo rende godibilissimo anche nel fuoristrada da diporto.

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Lo Sherp ha un telaio in acciaio galvanizzato, totalmente piatto e a tenuta stagna, all’interno del quale sono collocati il motore, trasversale in posizione centrale, e tutti gli organi della trasmissione. Poiché la meccanica è posizionata al di sotto dell’ingombro delle ruote, il baricentro risulta molto basso.

Il motore è un 4 cilindri 1.5 diesel della Kubota (il V1505) che sviluppa una potenza massima di 44,3 cavalli a 3.000 giri e una coppia massima di 118,6 Nm. Il consumo si attesta tra i 2 e i 3 litri all’ora. Il motore è accoppiato ad un cambio manuale a 5 marce dai rapporti molto corti. La trasmissione del moto alle ruote avviene per mezzo di due catene e ingranaggi (non vi sono i tradizionali differenziali e semiassi), quindi la trazione è 4×4 permanente.

L’impianto frenante si avvale di due dischi, uno per ogni lato del veicolo, mentre lo sterzo si aziona con due leve come un bobcat: se si tira verso di sé la leva di sinistra si volta a sinistra (perché le ruote del lato di sinistra vengono rallentate) e lo stesso avviene per la leva di destra. Tirando entrambe le leve contemporaneamente il veicolo rallenta fino ad arrestarsi.

Non esistono sospensioni, e l’effetto ammortizzante è dato dagli enormi pneumatici, di misura 1.600x600x25 (ciascun pneumatico ha una capacità di 800 litri d’aria), brevettati dalla Sherp, che regalano anche angoli caratteristici eccezionali: attacco 90°, dosso 35° e uscita 90°. L’impianto per il gonfiaggio e lo sgonfiaggio dei pneumatici non prevede un compressore bensì sfrutta i gas di scarico del motore, che all’occorrenza tramite un interruttore vengono immessi nelle gomme per aumentarne rapidamente la pressione.

Il serbatoio del carburante di serie contiene 56 litri, ma l’autonomia del veicolo può essere portata fino a oltre 1.000 chilometri se si dota il veicolo dei 4 serbatoi supplementari da 58 litri ciascuno che sono disponibili nella lunga lista degli optional.

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Lo Sherp è lungo 3,4 metri ed è largo quanto è alto: 2,52 metri. L’altezza da terra è di ben 60 cm. La carrozzeria, protetta da un roll cage, è realizzata in alluminio, per contenere il peso e resistere alla corrosione, e la posizione di guida è avanzata, dato che i due sedili anteriori (a cui si accede dal frontale, aprendo il parabrezza e un apposito portello) si trovano in corrispondenza delle ruote anteriori. Ciò consente un’ottima percezione degli ostacoli che si parano di fronte. Lo Sherp può ospitare da 6 a 9 passeggeri, con i quali riesce ancora a galleggiare. L’abitacolo è essenziale e spartano (persino la strumentazione è ridotta all’osso), con rivestimenti in stile militare, ma può essere personalizzato con svariati optional. Tra questi consigliamo vivamente l’impianto Webasto per riscaldare l’abitacolo (ed anche il motore nei climi più freddi) e il condizionatore dell’aria per raffreddarlo.

Quanto alle prestazioni, lo Sherp raggiunge la velocità massima di 40 km/h su strada e 6 km/h in acqua, supera pendenze longitudinali di 45° e laterali di 36°. In acqua la propulsione è garantita dalle “pale” di cui sono dotati i pneumatici, che per questo devono essere ben gonfi (anche se il veicolo galleggia anche con le gomme sgonfie). Nel fuoristrada trialistico, invece, i pneumatici devono ovviamente essere sgonfiati per evitare i rimbalzi e massimizzare l’aderenza sugli ostacoli più pronunciati. A proposito, lo Sherp può superare ostacoli verticali alti fino a 1 metro… Eccellente, infine, anche la maneggevolezza: il diametro di sterzata è di 5 metri, in altre parole lo Sherp può girare praticamente su se stesso bloccando le ruote di un lato. Che dite, può bastare?

    

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