<script async src=”https://pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js?client=ca-pub-3333960541609919″
crossorigin=”anonymous”></script>

Nasce in provincia di Firenze, nelle Officine Cucini, la versione a trazione integrale del popolare veicolo commerciale della Piaggio, che diventa così molto più efficiente e versatile

Testo e foto di Francesco Fatichenti – Tester Giancarlo Tiberi

Nota come specialista nella realizzazione di cassoni ribaltabili e fissi per i più diffusi veicoli commerciali, da quasi dieci anni l’azienda Officine Cucini di Barberino Tavarnelle, in provincia di Firenze (www.cucini.it) ha trovato il proprio core business nella trasformazione in 4×4 prima del Piaggio Porter e, oggi, del suo erede Piaggio NP6.

La nascita delle Officine Cucini risale al 1963 quando Vittore Cucini, seguendo il proprio sogno da meccanico visionario, fondò l’azienda, che grazie alla sua tenacia e lungimiranza negli anni Ottanta divenne la più grande officina della Toscana. In quegli anni fondò anche il reparto di produzione allestimenti industriali (cassoni, ribaltabili, centinature e furgonature).

L’azienda non ha mai dimenticato le proprie origini, infatti tutt’ora lo stabilimento di riparazione auto e autocarri è attivo, e nel 2013 ha dato vita al nuovo reparto di trasformazione veicoli commerciali 4×4, un ambito in cui Cucini è leader a livello europeo con il Donkey 2.0 4×4, nome con cui è stato appunto ribattezzato il Piaggio NP6 in versione a quattro ruote motrici. L’azienda è in mano a Simona Cucini, figlia di Vittore, che vuole farla crescere con la stessa determinazione e tenacia del padre.

Visto il successo riscosso dal Porter 4×4, dopo il lancio sul mercato dell’NP6, avvenuto nel marzo 2021, le Officine Cucini si sono subito messe all’opera per applicare anche al nuovo commerciale Piaggio la trazione integrale. Il Donkey 2.0 4×4 è stato presentato ufficialmente lo scorso luglio e poco dopo ha ottenuto l’omologazione europea. In Italia i primi esemplari potranno essere immatricolati all’inizio del 2023, quando sarà completata la nazionalizzazione dell’omologazione, ma il Donkey si può già ordinare presso i concessionari della rete Piaggio Commercial.

“Il Donkey è il prodotto a più alta ingegnerizzazione della nostra azienda, ed anche quello che fa il più alto fatturato, insomma è il nostro fiore all’occhiello” dice orgogliosa Simona Cucini. “Nessun altro costruttore al mondo trasforma in 4×4 il Piaggio NP6, perciò siamo gli unici in grado di fornire il Donkey ovunque ci sia richiesta da parte di un concessionario Piaggio, dalla Turchia a Guadalupe. Questo anche perché abbiamo la fortuna di essere vicini allo stabilimento Piaggio di Pontedera”. È proprio all’estero che il Donkey realizza i maggiori volumi di vendita: attualmente il veicolo viene venduto in Germania (da cui proviene la più grande richiesta), Svizzera e Repubblica Ceca, e altri mercati si stanno aprendo.

Al progetto Donkey 2.0, interamente made in Italy e brevettato da Cucini, hanno collaborato gli ingegneri Leonardo Glingler e Samuele Piazzini, l’Officina Umberto Protani (Gruppo Gaboni) di S. Maria degli Angeli (PG), che produce il ripartitore-riduttore e il differenziale (su progetto della titolare ing. Martina Gaboni) nonché i semiassi e i mozzi anteriori, e le torinesi Italgiunti e FB Cardan che forniscono i particolari alberi di trasmissione definiti con Cucini per questo veicolo. Tutti hanno lavorato sotto la supervisione del capomastro delle Officine Cucini, Donello Mugnaini, soprannominato affettuosamente Donkey, da cui il veicolo ha ripreso la denominazione.

Il Donkey 2.0 4×4 è disponibile con un’unica motorizzazione con doppia alimentazione, un 1.5 benzina/GPL o benzina/metano, da 106 cavalli (78 kW) e 136 Nm di coppia (ovviamente a benzina), abbinato a un cambio manuale a 5 marce con ripartitore-riduttore a 2 velocità. La trazione integrale è di tipo inseribile (tramite leva, il sistema più affidabile) e sia le ruote motrici anteriori che le marce ridotte possono essere inserite anche in movimento, entro i 30 km/h.

Il ripartitore-riduttore

L’albero di trasmissione anteriore

Albero di trasmissione e assale posteriori

L’avantreno

Il differenziale anteriore

Il motore dell’esemplare che abbiamo provato è un 4 cilindri di 1.498 cc a benzina e GPL

Il veicolo viene proposto nelle versioni Short Range o Long Range, ovvero con minore o maggiore autonomia (in base alle dimensioni dei serbatoi di gas), e 4 misure di passo: 2.650 e 3070 mm per la versione con ruote posteriori singole, 3.000 e 3.250 mm per quella con ruote gemellate.

Inoltre si può scegliere di acquistarlo con cassone fisso o ribaltabile trilaterale, dotato di impianto di sollevamento elettro-idraulico con angolo di 45° (il ribaltabile è richiesto dal 95% degli acquirenti), o ancora in versione chassis, cioé con la parte posteriore del telaio nuda, per chiunque abbia necessità di un altro tipo di allestimento.

Naturalmente anche il cassone, realizzato da Cucini in acciaio altoresistenziale zincato, ha dimensioni differenti a seconda delle versioni: le misure esterne variano da 2.300×1.680 mm a 2.800×1.800 mm. Stesso discorso per la portata, che spazia da 980 a 1.535 kg.

Inoltre Piaggio sta facendo allestire dalla torinese Van-Up una versione furgonata dell’NP6, di cui Cucini realizzerà anche la versione 4×4, prevista anche nell’allestimento Up-Venture, pensato per l’outdoor e l’esplorazione.

La leva per l’inserimento della trazione anteriore e delle marce ridotte

La versione del Donkey che abbiamo provato è la benzina/GPL Short Range con ruote posteriori gemellate e passo di 3 metri. Su strada il veicolo si dimostra agile, ben guidabile, comodo (la cabina, pur compatta, assicura il giusto spazio agli occupanti) e gli oltre 100 cavalli a disposizione sono più che adeguati per fare tutto ciò che si deve, anche a pieno carico. La trasmissione è impeccabile, silenziosa e priva di giochi.

Le marce ridotte si dimostrano preziose per risparmiare eccessive sollecitazioni agli organi della trasmissione (in particolare alla frizione) non solo in fuoristrada ma anche su asfalto con forti pendenze affrontate a carico pesante. Il rapporto di riduzione delle marce, infatti, è azzeccato e permette al Donkey di avere la giusta motricità in qualsiasi situazione, senza mai andare in affanno.

Fuori dall’asfalto il Donkey si dimostra perfettamente a suo agio sullo sterrato e i fondi non troppo sconnessi, mentre se il terreno si fa molto accidentato la limitata altezza da terra e le sospensioni posteriori rigide, quindi con poca escursione, inevitabilmente ne penalizzano la mobilità. Potenza e trazione consentono di affrontare di slancio ostacoli anche impervi, qualora non se ne possa fare a meno, ma in questi casi bisogna mettere in conto qualche “toccata” dei paraurti o della parte centrale del telaio.

Il controllo elettronico della trazione, inoltre, non è particolarmente pronto negli interventi, e in certe situazioni (beninteso, situazioni al limite per questo veicolo) può portare a strappi rischiosi per la trasmissione e a ritardi nella frenata. Ma le Officine Cucini hanno pensato anche alla soluzione: tra gli optional è disponibile infatti il differenziale autobloccante che, massimizzando la trazione, permette di superare senza sforzi e in sicurezza buche e dossi anche ostici, ancora meglio se abbinato alla robusta slitta paracolpi anteriore, anch’essa opzionale.

© 4×4 Magazine – RIPRODUZIONE RISERVATA

Rimani aggiornato sul mondo 4x4!

<script async src=”https://pagead2.googlesyndication.com/pagead/js/adsbygoogle.js?client=ca-pub-3333960541609919″
crossorigin=”anonymous”></script>