Classic 4×4 Meeting 2021 – LA STORIA SIAMO NOI

Grande successo per la prima edizione della kermesse dedicata esclusivamente ai veicoli a trazione integrale classici: 180 veicoli iscritti, tanti appassionati carichi di nostalgia e una cornice naturale suggestiva e rilassante hanno dato vita ad un evento dall’atmosfera davvero speciale, gettando le basi di un’iniziativa destinata a diventare un “must” del settore

Foto di Francesco Fatichenti e Michele Di Mauro

OK, l’idea è giusta: l’intuizione di Vito Piarulli, patron della REW Events e storico appassionato di fuoristrada, di dedicare una manifestazione esclusivamente ai veicoli a trazione integrale classici ha riscosso un successo che è andato oltre le più rosee aspettative, considerando le enormi difficoltà organizzative che si riscontrano in questo secondo anno di pandemia.

La prima edizione del Classic 4×4 Meeting, organizzata sulle rive del Lago di Suviana, nel comune di Camugnano (Bologna), ha impressionato per la quantità (ben 181 i veicoli iscritti) e per la qualità dei mezzi, giunti da ogni parte d’Italia e anche da Germania, Svizzera, Spagna.

Il folto pubblico di appassionati e semplici curiosi che è accorso per accedere, gratuitamente, all’evento ha potuto ammirare tutti i modelli che hanno fatto la storia del fuoristrada, dalle ex militari alle civili fino ai giorni nostri. Oltre a queste è stato accettato anche un numero molto limitato di “Young Timer”, ovvero di modelli prodotti dopo il 1991.

Insieme al parco vetture senza precedenti che il Classic 4×4 Meeting ha richiamato, il punto di forza della manifestazione è stata sicuramente l’atmosfera magica ed unica che si è creata, grazie alla possibilità di fare fuoristrada tra panorami incantevoli, di ritrovarsi e festeggiare tra amici che in certi casi non si vedevano da decenni, all’insegna dei ricordi degli anni più belli del fuoristradismo. Il vero motore di tutto, alla fine, è proprio la nostalgia per un periodo d’oro che non tornerà più, ma che al Lago di Suviana è stato possibile rivivere nell’arco di un fine settimana.

È difficile riuscire a condensare tutte le emozioni di questi giorni” dice Vito Piarulli. “Mi limito solo a dire che al Classic 4×4 Meeting ho ritrovato la meravigliosa e genuina passione che, tanti anni fa, mi ha fatto innamorare del fuoristrada. In questi due giorni ho incontrato vecchi amici di una vita e nuovi con i quali il feeling è stato immediato. E non è assolutamente poco in questi tempi… Grazie a tutti coloro che lo hanno reso possibile, è stato veramente bellissimo!”.

Tra i veicoli militari è da segnalare la presenza delle Jeep Willys MB e M38A1, delle Ford Mutt, delle Auto Union DKW Munga, di numerose Fiat Campagnola prima e seconda serie e Alfa Romeo Matta, persino di un raro Moto Guzzi “Mulo Meccanico” a 3 ruote motrici e di un camion OM ex Esercito Italiano.

Tra le civili, numerosissime erano le Jeep di tutte le età, a partire da una rarissima Jeep Willys Station Wagon del 1951 conservata passando per tutte le CJ fino alla “moderna” Cherokee Chief 5.9 del 1980, così come le Land Rover, di cui erano presenti esemplari anche molto rari come la Stage One, ovvero la Series 109 con motore V8.

A proposito di Land Rover, uno dei temi portanti di questo primo Classic 4×4 Meeting è stata la rievocazione del Camel Trophy, la famosa avventura off road che negli anni 80 e 90 ha fatto sognare milioni di persone in tutto il mondo. Per l’occasione gli organizzatori sono riusciti a riunire ben 8 veicoli originali protagonisti del Camel Trophy (Discovery e 110) più una bella Discovery replica arrivata da Barcellona, che hanno degnamente celebrato i 41 anni della nascita della manifestazione (e i 40 anni dal coinvolgimento della Land Rover come fornitore dei veicoli). Altre due Discovery originali sono arrivate dalla Germania e dalla Svizzera. Le gialle e attrezzatissime Land del Camel, cariche di un fascino irresistibile dovuto anche alla loro storia, hanno ovviamente attirato gli sguardi di tutti i presenti, specialmente quando hanno marciato in carovana sulla pista e durante i tour in fuoristrada. Da notare anche la presenza di alcuni partecipanti italiani al Camel Trophy, Carlo Rinaldi (Tanzania-Burundi 1991 e Guyana 1992), Giancarlo Barocelli (Amazzonia 1984) e Stefano Gasi (Borneo 1985), che hanno incantato con i loro ricordi di imprese straordinarie e spettacolari.

Da sinistra: Carlo Rinaldi, Stefano Gasi e Giancarlo Barocelli

Presenti anche le Toyota Land Cruiser serie 40, 70 e 80, le Mercedes G, i Mitsubishi Pajero, i Nissan Patrol, le Suzuki dalle SJ alla Vitara, l’Opel Frontera, gli Steyr Puch Haflinger e Pinzgauer, le UAZ 469 (di cui una preparata per il Campionato Italiano Velocità Fuoristrada) e 452, gli Unimog (tra cui la rara versione a cabina doppia), persino una GAZ 69 e alcune dune buggy.

Una vera e propria “chicca” è il furgoncino Uaz 452 “Aziza 6” utilizzato negli anni Ottanta dal fotografo ed esploratore Nino Cirani, ultimo veicolo della serie Aziza con cui Cirani ha compiuto i suoi memorabili, e pionieristici, raid in tutti i continenti del mondo, che l’attuale proprietario Paolo Frediani ha completamente restaurato.

Ammiratissima anche la Peugeot 504 pick up con cui l’equipaggio veneto composto da Roberto Camporese e Umberto Fiori ha affrontato, lo scorso gennaio, la Dakar Classic 2021 in Arabia Saudita, e che si ripresenterà al via anche dell’edizione 2022 .

Una doverosa menzione va fatta ai club monomarca che hanno consentito la presenza di numerosi veicoli, oltretutto in ottime condizioni: Mondo Campagnola, Club Alfa Matta, Registro Storico Italiano Land Rover, UAZ Roma e UAZ Italia ASDC Italia.

Un doppio ringraziamento va al Panzer Club di Prato che, oltre ad aver portato molti dei suoi bei veicoli, ha collaborato alla realizzazione e alla gestione della pista off road del Classic 4×4 Meeting, comprensiva di un paio di passaggi tecnici, su cui i partecipanti hanno potuto far sgranchire le ruote dei propri mezzi.

Per il grande lavoro eseguito sul territorio nei mesi precedenti, con tutte le problematiche aggiunte dalle limitazioni negli spostamenti, dobbiamo certamente ringraziare gli scout del Gradisca 4×4 Lorenzo Bortolussi, Marco Legovich e Damiano d’Ambrosio; persone che nei giorni precedenti e durante il raduno hanno lavorato duro nel backstage dell’evento coordinandosi assieme a Alessandro Scarselli, profondo conoscitore del territorio circostante.

Gettonatissimi sono stati i tour fuoristrada proposti sia il sabato che la domenica mattina: non molto lunghi, si sono svolti su percorsi altamente panoramici e facilmente affrontabili anche dalle tante “nonne” a 4 ruote che hanno partecipato all’evento. Da notare che il tour della domenica è culminato con un aperitivo offerto dall’organizzazione nel centro di Castiglione dei Pepoli, la cui piazza principale è stata eccezionalmente aperta per far sostare i veicoli partecipanti il tempo necessario a rifocillarsi.

Decisamente pittoresca e simpatica la presenza di Brothers in Vietnam, l’associazione culturale che ha rievocato il conflitto in Vietnam con svariati figuranti in divisa e la ricostruzione di un check point.

Per ultimi, ma non per importanza, citiamo i tantissimi appassionati di scalers, ovvero di modelli radiocomandati, che sono giunti al Lago di Suviana e hanno veramente stupito con la fedeltà o l’originalità delle loro riproduzioni, le quali hanno dimostrato sul campo, ovvero su un percorso fuoristrada naturale, di avere la stessa mobilità dei fuoristrada in scala 1:1.

Al termine della manifestazione gli organizzatori hanno assegnato dei riconoscimenti come nella migliore tradizione. Il premio per il veicolo “Best in Show” è andato al magnifico Steyr Puch Pinzgauer 6×6 con motore turbodiesel della Volkswagen, anno 1992, di proprietà del monzese Alessandro Pennati Belluschi, un modello raro e conservato in condizioni da concorso. Oltre alla coppa, Pennati si è aggiudicato un navigatore satellitare Garmin Montana messo in palio da Zanotto Editore (Fuoristrada in Video), che è anche rivenditore ufficiale Garmin.

Il premio per il club più numeroso è andato al UAZ Roma; quello per il veicolo proveniente da più lontano a Carles Barange, arrivato da Barcellona (Spagna) con una bella replica di Discovery 300 Tdi del Camel Trophy; Carlo Rinaldi, che come detto ha preso parte ai Camel Trophy 1991 e 1992, ha vinto il premio al personaggio più iconico mentre Vittorio Nucci è stato premiato come Classic Driver.

Forti del successo di questa prima edizione, gli organizzatori del Classic 4×4 Meeting si sono messi già al lavoro per proporre un’edizione 2022 ancora più ricca ed entusiasmante.

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