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Si è concluso domenica 6 settembre a Corno di Rosazzo (Udine) il RFC Global Series South Europe 2020, classica gara di off road estremo che ha visto il successo, tra i Prototipi, di Cognini-Lacchio (Red Team) e, tra i Preparati, di China-Bortolussi (Black Team)

Foto di Gianna Vardanega

La quinta edizione del RFC Global Series South Europe è stata molto sofferta a causa dell’emergenza Covid-19. L’incertezza dei primi mesi dell’anno sulla tradizionale data di maggio, il dubbio protratto fino a luglio sulla possibilità di ottenere la proroga a settembre e le restrizioni sui confini con altri Paesi europei hanno contribuito a limitare l’internazionalità, la partecipazione e l’affluenza di pubblico.

Ciononostante l’organizzazione FLS Offroad ha lavorato sodo per preparare un tracciato ed un’accoglienza eccellenti, che hanno soddisfatto tutti gli appassionati della gara malesiana, proponendo speciali lunghe ed impegnative dal bosco a valle, tra salite da verricello e canali d’acqua, in una cornice di vegetazione quasi equatoriale.

Le quattro giornate di gara hanno visto i 12 equipaggi impegnarsi in una sfida continua alla scalata della classifica generale: dal prologo del giovedì pomeriggio alla finale di domenica è stato un entusiasmante alternarsi di posizioni.

Tra i Prototipi ha vinto Simone “Bumba” Cognini (Red Team) su proto Land Rover, navigato dall’instancabile Dario Lacchio. I vincitori nei Prototipi del 2019, Mathieu Chapuis e Julien Moro su Toyota (Team GBJ), hanno invece dovuto cedere il podio per problemi meccanici.

In seconda posizione tra i Prototipi si è piazzato Lorenzo Savini (Team Land Malese), su proto Land Rover, navigato da Iacopo Sereni. Questo equipaggio è giunto al South Europe per la prima volta, ma con un bagaglio di esperienza non indifferente, dato che il Team Land Malese ha già partecipato in passato al RFC in Malesia.

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Anche l’equipaggio formato da Lorenzo Tadini e Tommaso Nozzolini (Red Team), su proto Red Evo, ha testato per la prima volta il terreno dell’RFC South Europe, piazzandosi al terzo posto. Rallentato da noie meccaniche, ha dovuto rinunciare alla prova finale e ai tanto temuti guadi della speciale numero 2, gli stessi guadi che hanno messo a dura prova un’intera squadra di 4 equipaggi nella prima giornata di gara.

A seguire, quasi a pari merito si sono piazzati gli equipaggi formati da Stefano e Davide Tironi e da Alessio Marchiori e Moreno Segat, rispettivamente quarto e quinto in categoria Prototipi. Tironi ha dato spettacolo sia in notturna che nei guadi, peccato per l’insabbiamento finale che gli è costato punti importanti in classifica.

I veneti Marchiori e Segat, invece, hanno dovuto fare i conti con un mezzo appena finito di preparare, e mai guidato; un proto che potrà sicuramente dire la sua nella prossima edizione.

Ha terminato la gara anche il quarto equipaggio del numeroso Red Team, quello di Marco Pieraccioli e Marco Rindi su proto Black Evo, che ha ottenuto un buon sesto posto, mentre il Team Rock Assalt composto da Francesco Fraioli e Lidio Petrungaro è stato costretto a rinunciare a diverse speciali per noie al motore.

Nella categoria Preparati è salito per la prima volta sul gradino più alto del podio Eros China (Black Team) con il suo fido navigatore Alessio Bortolussi, su Suzuki SJ, che erano giunti secondi nell’edizione 2019.

Protagonisti fino all’ultimo duello sono stati Steven Giusti e Mirko Alba (Red Team) su Suzuki, vincitori nel 2018 e 2019, che pur di continuare la competizione “ad armi pari” hanno voluto sacrificare una loro prova speciale, terminando in seconda posizione. Un meritatissimo terzo posto se l’è guadagnato il Team 4x4GP, formato da Gianni Penna e Jan Furlan: un’attenta valutazione dei passaggi e dei tempi è stata determinante per la performance della loro Toyota di serie.

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Anche quest’anno, nella serata del venerdì, si è disputata la prova notturna che prevedeva un circuito veloce e la costruzione di un ponte, una prova che evidenzia lo spirito di squadra propria del Rain Forest Challenge. Spettacolari le evoluzioni sul ponte che hanno tenuto tutti i presenti col fiato sospeso fino all’ultimo passaggio. Il miglior punteggio è andato alla squadra formata dagli equipaggi Tironi-Tironi, Marchiori-Segat, Cognini-Lacchio, Savini-Sereni e Chapuis-Moro.

L’iscrizione gratuita alla finale del Rainforest Challenge in Malesia viene offerta ai primi classificati di ogni categoria; ai secondi e ai terzi, sempre di ogni categoria, viene riconosciuto uno sconto rispettivamente del 50% e del 30%.

RM Custom ha inoltre gentilmente offerto una bocca in alluminio per cavo tessile ai terzi classificati, una coppia di faretti di profondità a LED ai secondi, mentre al primo classificato tra i Prototipi un cavo tessile da 12 mm e al primo dei Preparati una strop da 3” per 9 metri di lunghezza della T/G.

Pur mantenendo le distanze anti Covid, anche quest’anno il divertimento in sana compagnia in un ambiente tipicamente friulano non è mancato. Nel cuore del Collio, terra di antichi vitigni e viticoltori, il gruppo dell’RFC South Europe è stato ospite di aziende agricole DOC: Cadibon (medaglia d’oro per il miglior Sauvignon d’Italia), Perusini, Viarte e la nuova entrata Valle, che ringraziamo per aver messo a disposizione la sua proprietà per le varie prove speciali.

Gli organizzatori della FLS Offroad ringraziano anche il Ristorante Ca’ Belon, sempre a disposizione con la sua cucina raffinata di piatti tipici friulani, il bar Il Maialotto di Gradisca d’Isonzo, tutti gli sponsor che hanno supportato la manifestazione, tutti i commissari che si sono resi disponibili per la buona riuscita dell’evento, i ragazzi del chiosco che hanno continuamente servito durante il giorno, le amministrazioni comunali nonché la Regione Friuli Venezia Giulia che ha concesso il patrocinio a questa quinta edizione internazionale targata Rainforest Challenge.

LE CLASSIFICHE

Prototipi

1 – Simone Cognini – Dario Lacchio (Land Rover – Red Team) punti 9170

2 – Lorenzo Savini – Iacopo Sereni (Land Rover – Team Land Malese) 9050

3 – Lorenzo Tadini – Tommaso Nozzolini (Red Evo – Red Team) 8150

4 – Stefano Tironi – Davide Tironi (Jeep TJ – Team Passione Motori) 7270

5 – Alessio Marchiori – Moreno Segat (Jeep – Team Omega) 7210

6 – Marco Pieraccioli – Marco Rindi (Black Evo – Red Team) 6680

7 – Mathieu Chapuis – Julien Moro (Toyota – Team GBJ) 6060

8 – Francesco Fraioli – Lidio Petrungaro (Jeep TJ – Team Rock Assalt) 4680

9 – Ivan Corti – Fabio Otelli (Land Rover – Team Otelli Moto) 1660

Preparati

1 – Eros China – Alessio Bortolussi (Suzuki SJ – Black Team) 9650

2 – Steven Giusti – Mirko Alba (Suzuki – Red Team) 7630

3 – Gianni Penna – Jan Furlan (Toyota – Team 4x4GP) 7540

IL RAINFOREST CHALLENGE COMPIE 25 ANNI

di Thomas Pfister

Esattamente 25 anni fa Luis Wee lanciò il “famigerato” Rainforest Challenge in Malesia. La competizione si è evoluta negli anni fino a diventare uno dei tre eventi off road più duri al mondo.

Oggi vengono anche organizzati eventi regionali denominati RFC Global Series, ispirati appunto al Rainforest Challenge, in tutti i cinque continenti, dall’estremo oriente della Siberia al Sud America, passando per l’Europa.

E di nuovo, quest’anno, i partecipanti internazionali prima hanno dovuto qualificarsi a livello regionale, prima di poter lottare di nuovo per il titolo in Malesia. Il prossimo 27 novembre tutti si incontreranno nuovamente a Kuala Lumpur, dove Luis Wee inaugurerà ufficialmente l’edizione “Silver Jubilee 2020” del Rainforest Challenge.

I concorrenti e i veicoli, nel corso dei 12 giorni successivi, affronteranno le sfide della foresta pluviale, in condizioni davvero estreme.

© 4×4 Magazine – RIPRODUZIONE RISERVATA

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