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Niente di estremo, stavolta. Ma pur sempre una “Def” bella da vedere e ultra divertente da guidare in fuoristrada. Grazie soprattutto alla generosità del motore, rinvigorito da una sapiente cura

Testo e foto di Francesco Fatichenti

Emilio Stacchiotti, titolare della Euroturbo

IL PREPARATORE
EUROTURBO

Via Guglielmo Marconi, 5
62017 Porto Recanati (MC)
TEL.: 071-7592475
WEB: www.euroturbo.it
MAIL: info@euroturbo.it

Grintosa ma sobria. Performante nell’off road, anche impegnativo, ma utilizzabile tutti i giorni e in regola con il Codice della Strada. Queste sono le caratteristiche che deve avere la vettura 4×4 preparata ideale per Emilio Stacchiotti. Che, insieme al fratello Mario, è titolare della Euroturbo, storica officina di Porto Recanati (Macerata) specializzata nella revisione di turbocompressori e sistemi di iniezione Diesel (anche di ultimissima generazione), ma dedita da sempre anche alla riparazione e alla preparazione di fuoristrada 4×4.

Un’azienda ormai divenuta un punto di riferimento imprescindibile per i fuoristradisti marchigiani, e non solo. L’elaborazione di questa Defender Td5, a parte alcune soluzioni dettate dal gusto e dalle esigenze del proprietario, rispecchia appieno la filosofia dell’Euroturbo. “Certo, se si tratta di veicoli trasportati col carrello, è un altro discorso, lì ci sbizzarriamo come ci pare. In genere, però, preferiamo ottenere vetture ben preparate, con molti accessori, ma che mantengano il più possibile l’aspetto e la funzionalità di veicoli di serie” dice Emilio.

“E anche nell’elaborazione dei motori, la nostra lunga esperienza ci porta a rinunciare magari a qualche cavallo per privilegiare l’affidabilità: il cliente non deve tornare da noi dopo un mese con il motore rotto…”. L’esperienza conta, certo. Ma in questo caso anche il gusto personale: il preparatore portorecanatese, che fa fuoristrada da una vita, preferisce superare gli ostacoli con una vettura che sia più “normale” possibile, sfruttando la sua abilità di pilota più che le capacità del mezzo, “perché se ho un “mostro” con 300 cavalli e le gomme da 42” è tutto troppo semplice e non sento l’adrenalina”.

Il venerabile 2.5 Td5 è stato oggetto di un trattamento di tutto rispetto, e non ci aspettavamo nulla di meno dagli specialisti marchigiani. Il motore è stato aperto per sostituire i pistoni e le fasce con versioni “racing”. Anche la testata è stata modificata con l’adozione di valvole speciali dell’americana Del West e di iniettori-pompa modificati “Stage 2” (cioé con polverizzatori maggiorati). Inoltre sono stati adottati una guarnizione della testata rinforzata e un cablaggio degli iniettori stagno, per risolvere il problema dell’imbrattamento con l’olio motore.

Non poteva mancare, naturalmente, un nuovo turbocompressore a geometria variabile a doppio stadio (ovvero con chiocciola di scarico divisa in due), la più recente versione dei turbo VGT sviluppati dall’Euroturbo specificamente per il Td5. I tubi dell’intercooler sono in silicone e la valvola EGR è stata eliminata montando un apposito kit.

La centralina elettronica, chiaramente, è stata rimappata, oltre che spostata in posizione più riparata (all’interno del rivestimento della fiancata destra) mediante una prolunga del cablaggio lunga circa 2 metri prodotta dalla Unichip Europe. Ora questo Td5 sviluppa una potenza massima di circa 155 cavalli e, soprattutto, una coppia poderosa.

Lo scarico è stato completamente ricostruito in acciaio inox, privo di catalizzatore e con un unico silenziatore centrale.

L’aspirazione è stata prolungata fino al tetto con uno snorkel in metallo della Mantec. Nella foto, oltre allo snorkel è visibile anche la cover in ABS antineve tipo militare per la presa d’aria del sistema di aerazione/riscaldamento dell’abitacolo.

Le modifiche che hanno interessato la trasmissione sono quelle essenziali per l’utilizzo nell’off road impegnativo. Sono stati infatti adottati un kit frizione rinforzato, nuovi alberi di trasmissione “wide angle” anteriore e posteriore e nuovi differenziali anteriore e posteriore della Ashcroft bloccabili manualmente al 100% con comando pneumatico, alimentato da un compressore d’aria a 3 vie della ARB. I semiassi sono originali Land Rover, però quelli più resistenti utilizzati dalla versione V8 a benzina.

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L’assetto è stato rialzato di 6 cm montando nuove molle rinforzate, scelte dal vasto catalogo Land Rover dopo anni di sperimentazioni per ottenere la taratura desiderata: le anteriori sono quelle della Defender 130 mentre le posteriori sono quelle montate sulla Discovery della Polizia inglese, integrate da spessori inferiori.

Nuovi anche gli ammortizzatori, i Koni Heavy Track Raid, idraulici, fissati al telaio mediante torrette anteriori e attacchi posteriori ribassati della Terrafirma, che ha fornito anche i coni guida molla posteriori e i quattro tamponi di fine corsa maggiorati in poliuretano.

Tutti i puntoni sono stati sostituiti con nuovi elementi rinforzati prodotti e commercializzati dalla stessa Euroturbo. Gli anteriori sono realizzati in acciaio FE510, ricavati dal pieno, correggono il caster di 4° e, grazie alla filettatura sull’attacco al telaio, danno la possibilità di allungare il passo fino a 5 cm rispetto agli originali, in modo da compensare l’accorciamento dell’interasse causato dal rialzo (in questo caso l’allungamento è 2,5 cm).

I puntoni posteriori, anch’essi in acciaio e di lunghezza regolabile (nella fattispecie + 2,5 cm), sono inclinati per far lavorare correttamente i silent block dell’attacco al telaio. A proposito, tutte le boccole sono state sostituite con quelle in poliuretano della Britpart.

Molto interessante il rilocatore regolabile della testina del triangolo posteriore, un altro componente realizzato in acciaio, in serie, dall’azienda di Porto Recanati. Essendo allungabile, il rilocatore permette di ripristinare il corretto angolo di inclinazione dell’assale posteriore, evitando così di ricorrere all’albero a doppia crociera: un vero “toccasana” ideato inizialmente per risolvere l’annoso problema delle vibrazioni della trasmissione sulle Defender Td4 con assetto rialzato.

Lo sterzo è stato irrobustito con l’adozione di barre rinforzate della Terrafirma (nelle foto si nota anche la protezione a C in acciaio per la barra di accoppiamento).

Per ottenere maggiori stabilità e sterzata le carreggiate sono state allargate applicando ai mozzi dei classici distanziali in alluminio da 3 cm ciascuno. Nella foto 10 sono visibili anche i nuovi, più performanti dischi dei freni anteriori della Allmakes, forati e baffati.

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La destinazione di questa Defender si intuisce prima di tutto dalla scelta delle gomme, le Maxxis Bighorn 255/85 R 16, montate su cerchi in lega Zu Rims.

Ma traspare anche dal corredo di protezioni piuttosto completo, ad iniziare dal paraurti anteriore tubolare “heavy duty” con A bar della Raptor 4×4. Su di esso è fissata una batteria di 4 fari a LED, mentre subito dietro alloggia un verricello elettrico Warn Zeon 12 da 5,4 tonnellate con cavo tessile e telecomando wireless.

Anche i fari principali e le luci di posizione anteriori sono a LED, e sono protetti da griglie in acciaio inox di Corsetti.

I LED sono stati utilizzati anche per le luci di retromarcia, nella parte posteriore della vettura. Qui troviamo anche i cantonali della Terrafirma e il cancello porta ruota di scorta della Mantec.

Le fiancate sono protette da barre sottoporta in acciaio della Terrafirma.

Anche gli organi inferiori sono adeguatamente protetti: la tiranteria dello sterzo è difesa da una piastra di alluminio da 6 mm della Mantec, ben raccordata al paraurti.

Il serbatoio del gasolio è riparato da una piastra in alluminio da 6 mm realizzata dalla Euroturbo; le “bocce” di entrambi i differenziali sono provviste di protezioni in acciaio della Mantec.

Sotto il pianale è fissato un serbatoio dell’acqua artigianale in acciaio da 8 litri, dotato di pompa elettrica che alimenta una doccetta. Comodissima, durante i raduni, per lavarsi le mani infangate prima di affettare il salame!

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L’abitacolo è caratterizzato da alcune soluzioni poco consuete che lo rendono sicuro, funzionale, elegante e sportivo al tempo stesso. Appena si apre una portiera salta subito all’occhio la presenza di un roll bar a gabbia, costruito ad hoc in tubi di acciaio al cromo-molibdeno da 50 mm di diametro, tutti saldati tra loro. A dispetto di quel che potrebbe sembrare, la sagomatura delle barre laterali inferiori è studiata in modo da interferire pochissimo con l’accesso all’abitacolo.

I sedili anteriori sono stati sostituiti da dei sedili sportivi della Sparco con rivestimento personalizzato e cinture di sicurezza sportive OMP a 4 punti.

Nella parte posteriore le panchette laterali hanno lasciato il posto a due sedili sportivi posizionati frontemarcia come sulle Defender Td4, con schienale reclinabile e anch’essi provvisti di cinture a 4 punti. Questi sedili hanno richiesto la costruzione ex novo delle basi di supporto che, essendo scatolate, fungono anche da vani utili per poter riporre oggetti (foto sotto). L’intero pianale e le basi stesse sono rivestite di alluminio mandorlato nero.

Dietro ai sedili posteriori, negli angoli della carrozzeria, sono stati ricavati altri due vani porta oggetti.

Dietro ai sedili posteriori, negli angoli della carrozzeria, sono stati ricavati altri due vani porta oggetti.

La plancia è impreziosita da un raffinato rivestimento in pelle artigianale ed è integrata da una console centrale della Mud UK in cui sono alloggiati la radio, i comandi dei fari supplementari e dei bloccaggi dei differenziali, un manometro del turbo e un voltmetro, entrambi della Racetech. Il nuovo volante sportivo è della Sparco, montato su mozzo OMP. Dal lato passeggero è collocato un tripmaster Terratrip 202 Plus V4 con display remoto, mentre la radio CB Midland Alan 48 è fissata al roll bar, subito sotto il tetto.

Anche il cubby box tra i sedili anteriori è stato rivestito in pelle.

Completano l’arredamento “racing” dell’abitacolo la pedaliera, la pedana per il passeggero e l’estintore manuale, tutto della OMP.

Un’ultima nota la meritano i pannelli interni delle portiere anteriori, che sono stati ricostruiti in vetroresina rivestita e sagomati in modo da non interferire con i montanti anteriori del roll bar, che in parte sporgono dai fianchi della plancia.

La preparazione di questa Defender è completa ed è stata effettuata con una notevole cura per i dettagli. L’assetto moderatamente rialzato assicura una buona escursione dei ponti e, quindi, la mobilità sufficiente e necessaria per superare passaggi off road trialistici anche impegnativi. La taratura delle sospensioni è di medio livello, un buon compromesso tra le esigenze stradali e quelle dell’off road tecnico. Personalmente preferiremmo una taratura un po’ più rigida, ma la scelta di un assetto è sempre soggettiva.

Il vero punto di forza di questa Defender è l’elaborazione del motore, che ha regalato una coppia eccezionale e tutta “in basso”, ideale per la destinazione d’uso della vettura. Coppia che è corposa sin dal minimo e “tira” alla grande le gomme da 255/85 senza la necessità di ricorrere a coppie coniche più corte: sembra di guidare una Defender con le 205. Anche quando il motore scende sotto i mille giri e sta per spegnersi, basta dare gas per riprendere subito i giri, senza dover scalare marcia. E questo con qualsiasi marcia. La nuova turbina fornisce la spinta maggiore tra i 1.400 e i 2.300 giri, dopodichè continua a crescere più lentamente.

Ottimo anche il giudizio sull’interno, che il proprietario ha voluto personalizzare in chiave sportiva, visti i suoi trascorsi agonistici, ma nel contempo rendendolo più elegante e confortevole.

© 4×4 Magazine – RIPRODUZIONE RISERVATA

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