In questa “show car” ufficiale, superbamente preparata a Modena per conto della filiale europea dell’ARB con tutti i principali accessori dell’azienda australiana, sono stati esaltati tanto la funzionalità in fuoristrada quanto il look

Testo e foto di Francesco Fatichenti

Alessadro Arada, titolare di 4Technique (a sinistra), e Tomas Vobr, general manager di ARB Europe

IL PREPARATORE
4TECHNIQUE
Via Germania, 19/21
41100 Modena
TEL.: 059-451661
WEB: www.4technique.it
MAIL: info@4technique.it

La progressiva scomparsa dei fuoristrada tradizionali, a fronte di una sempre maggiore richiesta di veicoli 4×4 specializzati da parte del mercato “utility” (che comprende enti pubblici e soggetti privati), sta spianando la strada anche nel Vecchio Continente ad una maggiore diffusione degli ultimi fuoristrada “puri” rimasti in produzione, i pick up. Uno dei “camioncini” 4×4 di maggiore successo nel mondo, e il più venduto in Europa anche nel 2019, è il Ford Ranger.

In questo articolo vi proponiamo l’elaborazione di un esemplare della penultima generazione del camiocino americano, un Double Cab spinto dall’apprezzatissimo motore 3.2 TDCI da 200 cavalli (abbinato al cambio automatico). Appena commercializzato, questo modello ha subito attirato l’attenzione dell’ARB Europe, che ne ha affidato un esemplare alla 4Technique, distributore ufficiale ARB per l’Italia, per allestirlo in modo completo.

Quando il veicolo è tornato in Italia per effettuare le prove necessarie per ottenere l’omologazione di alcuni accessori non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione di analizzarlo e provarlo in maniera approfondita. Così approfondita che abbiamo anche accettato l’invito di Alessandro Arada, titolare dell’azienda modenese, di accompagnarlo a riportare il mezzo a Praga, sede dell’ARB Europe. Non direttamente ma, già che c’eravamo, facendo una “piccola” deviazione per arrivare a Kulmbach, in Germania, e far visita alla sede della Taubenreuther, il distributore tedesco di ARB (e di tanti altri marchi di accessori per fuoristrada).

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Durante questa “sgambettata” di 1.100 chilometri il Ranger si è fatto apprezzare, e non poco, per le sue notevoli qualità stradali: il nuovo assetto, nonostante il rialzo, ha mantenuto del tutto inalterate la guidabilità, la precisione e la stabilità del veicolo di serie, il che ci ha permesso di viaggiare con disinvoltura, pressoché costantemente, alle massime velocità consentite (con lunghe tirate a oltre 170 km/h nei tratti liberi delle autostrade tedesche). La risposta delle sospensioni anteriori, anzi, risulta migliore dell’originale, riuscendo a garantire nel contempo un ottimo assorbimento. D’altra parte la maggiore rigidità delle balestre da carico posteriori, inevitabilmente, penalizza un po’ il comfort a veicolo praticamente scarico come nel nostro caso, ma senza arrivare ad infastidire.

L’allestimento, per il quale sono stati utilizzati tutti i migliori accessori prodotti dall’azienda australiana, ha reso il Ranger un veicolo perfetto per i viaggi avventura così come per l’outdoor. Nulla è stato tralasciato per massimizzare la funzionalità in fuoristrada: dal citato assetto rialzato allo snorkel, dalle protezioni per gli organi inferiori più esposti a quelle per la carrozzeria (non solo i paraurti anteriore e posteriore ma anche i sottoporta), dal verricello anteriore ai potenti fari supplementari, dall’hard top che copre il cassone ai cassettoni scorrevoli interni, dal serbatoio del gasolio maggiorato al portapacchi con tanto di veranda laterale avvolgibile per vivere ogni sosta con la massima comodità. Il tutto senza compromettere l’eleganza del veicolo, che ora sfoggia un look certamente più grintoso ma sempre raffinato.

Ovviamente le dimensioni e gli angoli caratteristici non permettono a questo Ranger di avventurarsi in percorsi trialistici estremi, per il resto però abbiamo a che fare con uno straordinario “incrociatore” il cui teatro d’azione ideale sono gli ampi spazi, dove è capace di macinare migliaia di chilometri di piste, magari stracarico, assicurando sempre prestazioni elevate e comfort e affidabilità al top.

Per completare l’opera mancano solo dei pneumatici più adatti per l’off road (ma il test è stato fatto nel periodo invernale, quindi con l’obbligo di gomme termiche) e, a nostro avviso, almeno il differenziale posteriore bloccabile al 100%. Ma siamo sicuri che lo avevate già messo nella lista.

L’assetto è stato rialzato e ottimizzato con elementi Old Man Emu. All’avantreno troviamo gli ammortizzatori BP-51 a gas, il top della gamma australiana. Sono provvisti di by-pass interno (il nome significa proprio by-pass di 51 mm di diametro), una soluzione che permette di avere tarature diverse dell’ammortizzatore a seconda della posizione del pistone al suo interno, riuscendo così ad unire comfort di marcia ed efficacia di smorzamento quando necessario. I BP-51 hanno il serbatoio separato e sono regolabili in compressione e in estensione progressivamente tramite una levetta esterna. Le molle coassiali, rinforzate per sostenere il peso del verricello, hanno rialzato l’assetto di 5 cm.

Al posteriore, le balestre originali hanno lasciato il posto a balestre rinforzate Old Man Emu con taratura da carico, che rialzano l’assetto di circa 7 cm, anch’esse abbinate ad ammortizzatori BP-51 a gas.

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La metà anteriore del sottoscocca è “carenata” con le piastre di protezione specifiche dell’ARB: realizzate in acciaio stampato da 3 mm, trattate con cataforesi e verniciate a polvere, si estendono dal paraurti fino a coprire il cambio.

Naturalmente non è stata trascurata la protezione del riduttore, che su un veicolo dal passo così lungo risulta particolarmente esposto agli urti, e per questo è difeso da una piastra specifica in acciaio.

Il serbatoio originale ha lasciato il posto ad un Frontier Long Range Tank. Lo stampo in un unico pezzo di questi serbatoi, realizzati in robusto materiale plastico, consente di creare forme anche complesse per sfruttare tutti gli spazi, ottenendo una capacità superiore (che in questo caso è aumentata a 140 litri, il doppio dell’originale).

Il 5 cilindri turbodiesel Duratorq di 3,2 litri sviluppa potenza e coppia massime abbondanti (200 cavalli e 48 kgm), perciò non è stato toccato. Qui è abbinato al cambio automatico a 6 rapporti. La trazione è posteriore con anteriore inseribile, assistita dal controllo elettronico.

L’aspirazione dell’aria è stata prolungata all’altezza del tetto applicando uno snorkel della Safari dedicato.

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Il paraurti anteriore SmartBar dell’ARB è realizzato in robusto materiale plastico (a base di polietilene). Oltre al peso notevolmente inferiore ai modelli in acciaio, ha un altro grande vantaggio: se viene deformato da un urto (fino a circa 50 km/h) è capace di riprendere autonomamente la sua forma originale al 95%. Le sue forme arrotondate, inoltre, lo rendono “pedestrian friendly”.

Perfettamente integrato all’interno del paraurti si trova il verricello elettrico Bushranger DV-9TH da 9000 libbre (4,1 tonnellate), prodotto dalla stessa ARB, caricato con cavo tessile. L’alloggiamento dista circa 30 cm dal bordo esterno del paraurti, come imposto dall’attuale normativa europea.

Sul paraurti sono fissati due generosi fari supplementari di profondità a LED, gli Intensity AR32 (cioè con 32 LED ciascuno), capaci da 90 watt e 8.200 lumens, omologati CE. Tra i fari si nota la scatola dei solenoidi del verricello.

La Summit Rear Step Tow Bar è una robusta barra di traino in acciaio tubolare che sostituisce il paraurti originale e fornisce anche un’elevata protezione alla parte posteriore del veicolo, peraltro con un design elegante (da notare i cantonali che, come in questo caso, possono essere verniciati in tinta). Questa è la versione che permette l’utilizzo dei sensori di parcheggio originali.

Le Summit Protection Step, invece, sono delle pedane laterali che non servono solo ad agevolare l’accesso a bordo, perché la loro robusta struttura in tubolare d’acciaio fornisce una reale protezione reale delle fiancate contro gli urti, importante specialmente in un veicolo a passo molto lungo come questo.

L’hard top Ascent, il top della gamma ARB, è costruito in ABS (quindi riciclabile) ed unisce alla grande funzionalità un design elegante e ottime finiture. È provvisto di vetri laterali apribili con serratura elettrica (si apre premendo un pulsante) e chiusura centralizzata. Lo spoiler posteriore integra il terzo stop a LED.

Sul tetto è installato un portapacchi ARB in alluminio, su cui si possono caricare fino a 200 kg di materiale. Ovviamente non poggia sull’hard top ma, tramite delle barre trasversali a loro volta fissate ad una struttura d’acciaio, arriva a fissarsi al pianale del cassone. Sul lato sinistro del portapacchi è fissato il tendalino retraibile in PVC, che aperto misura 2,5 x 2,0 metri.

Altra “chicca” dell’ARB sono i Roller Drawer, cassettoni scorrevoli su cuscinetti e fissati al pianale, robusti e ottimamente rifiniti, che permettono di ottimizzare lo stivaggio del materiale da caricare. Ciascun cassetto può sopportare fino a 150 kg di peso. Non poteva mancare il frigorifero-freezer dell’ARB da 47 litri, anch’esso estraibile essendo fissato su un carrello.

Difficile credere che sia l’abitacolo di un pick up… A parte degli ottimi tappetini in gomma, all’interno non c’è alcuna modifica da segnalare.

MODIFICHE E COSTI

Kit rialzo assetto Old Man Emu (include: 2 molle ant. +5 cm; 2 balestre da carico +7 cm; 4 ammortizzatori BP-51 a gas regolabili) 4.000
Snorkel Safari 394
Paraurti ant. ARB SmartBar con kit montaggio verricello 2.065
Paraurti post. ARB Summit Rear Step Tow Bar + cantonali 1.990
Fari supplementari a LED Intensity AR32 (2) 1.200
Pedane laterali ARB Summit Protection Step (2) 1.275
Piastre di protezione inferiori ARB in acciaio per avantreno, cambio e riduttore 505
Serbatoio carburante Frontier Long Range 140 litri 1.940
Hard top ARB Ascent 4.760
Portapacchi ARB in alluminio + struttura rinforzo interna hard top 1.350
Cassetti scorrevoli interni ARB Roller Drawer (2) 2.050
Frigo-freezer ARB da 47 litri 825

Prezzi in euro IVA inclusa, manodopera esclusa

© 4×4 Magazine – RIPRODUZIONE RISERVATA

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