Suzuki Vitara 1.6 di Gabriele Grano – UN PONTE CAMBIA IL MONDO

Un giovane fuoristradista calabrese, con l’aiuto del suo preparatore di fiducia, ha trasformato la Vitara in un veicolo molto più performante in off road, tanto da cimentarsi anche nel trial, mantenendo un’ottima guidabilità su strada

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Spesso i fuoristradisti sono molto esigenti, specialmente se giovani. È il caso di Gabriele Grano, 24enne di Cropani Marina (Catanzaro): il primo livello di preparazione a cui aveva sottoposto la sua Suzuki Vitara 1.6 16V del 1996, che consisteva nel rialzo delle sospensioni originali, non lo soddisfaceva, anche perché portava alla frequente rottura del differenziale anteriore, nonostante fosse stato opportunamente ribassato.


Da qui è nato un progetto di modifica ben più radicale, concepito insieme al suo meccanico di fiducia Luigi “Gigetto” Cristiano, titolare dell’officina Cristiano Preparazioni di Belcastro (CZ) e provetto preparatore di fuoristrada con una particolare esperienza sulle Suzuki. Gabriele e Luigi, peraltro, sono compagni di club, essendo entrambi soci di uno dei club più conosciuti della Calabria, il Petronà Club 4×4 Off Road.

Il progetto prevedeva la sostituzione del sistema sospensivo anteriore a ruote indipendenti con un assale rigido, accompagnata ovviamente da un adeguato rialzo, per ottenere una Vitara decisamente più particolare del normale, che fosse bella da vedere, guidabile e sicura su strada ma principalmente molto più funzionale in fuoristrada, dove viene sfruttata al massimo.


Il lavoro è stato eseguito a regola d’arte, calibrando tutto con estrema precisione. Una volta rimossi il sistema a bracci delle sospensioni e il differenziale anteriori originali si è provveduto ad applicare un assale rigido proveniente da una Suzuki Samurai 1.3 (versione a ponti larghi), che ha richiesto la costruzione, sia sul ponte che sul telaio, degli attacchi per le molle elicoidali, per la barra Panhard e per i puntoni.



I puntoni longitudinali sono tre, due inferiori e uno superiore, realizzati ex novo e posizionati all’interno dei longheroni, per evitare che tocchino sul telaio quando il ponte si muove nelle elevate escursioni. Il puntone superiore, posteriormente, è ancorato alla culla del riduttore. Gli attacchi di tutti i puntoni sono regolabili e su uniball, per massimizzare l’escursione. Il passo è stato allungato di circa 7 centimetri.



Per guidare in senso trasversale l’assale è stata adottata una barra Panhard, costruita su misura rinforzata e regolabile, con uniball, sulla base di quella della Samurai. La barra dello sterzo è stata allungata, mentre la scatola dello sterzo è rimasta quella originale della Vitara.



Dato che il telaio della Vitara è sottile e abbastanza flessibile, in corrispondenza dei nuovi attacchi di molle, ammortizzatori e puntoni i longheroni sono stati rinforzati con piastre di lamiera saldate e imbullonate. Le sedi delle molle e gli attacchi degli ammortizzatori sul telaio sono stati tutti rifatti.

Le molle, sia anteriori che posteriori, sono delle XT Automotive +7,5 cm. Le posteriori sono integrate da spessori in teflon di 6 cm della stessa marca, commercializzata da Traction 4×4.


Gli ammortizzatori sono anch’essi degli XT Automotive, però fatti realizzare su misura con una taratura ad hoc per il peso della vettura, a doppio effetto e con escursione maggiore rispetto a quella degli XT standard, rispetto ai quali sono più lunghi di 14 cm. Inoltre sono montati con le prolunghe degli attacchi, sempre fornite da Traction 4×4.

Della XT Automotive sono anche l’ammortizzatore di sterzo maggiorato, il distanziale per la testina del triangolo delle sospensioni posteriori (che ne ripristina il corretto angolo di lavoro del giunto) e i distanziali ruote in alluminio da 5 cm. Montati su dei cerchi Daytona 8×15 ET -30 troviamo i pneumatici Tessilgomma Climber nella misura 31×10.50 R 15 (omologata insieme alla 33×12.50 R 15).

Per evitare di far lavorare gli alberi di trasmissione troppo inclinati sia il cambio che il riduttore sono stati ribassati di 6 cm con spessori applicati ai supporti costruiti su misura. Il riduttore è stato anche dotato del kit di ingranaggi Super Ridotte 4.24 fornito da Traction 4×4, che riduce il rapporto delle marce ridotte del 135%.


Il motore non è stato modificato se non per l’applicazione di uno snorkel RV fornito da Traction 4×4. Un tagliando completo è stato fatto a motore, cambio, riduttore e differenziali.


Oltre all’assetto, anche la carrozzeria è stata rialzata mediante un body lift di 5 cm in alluminio. Da notare i fari anteriori full LED con frecce integrate: sono il modello prodotto per il Nissan Patrol TR, che Gabriele ha inserito nella parabole dei fari originali della Vitara con una pregevole modifica. Ad essi si aggiungono una barra a LED fissata sul paraurti anteriore e due faretti a LED supplementari incassati nella mascherina del radiatore, tutto fornito da Traction 4×4.

Una modifica dell’ultima ora, che quindi è visibile solo nelle foto più recenti (come quella d’apertura dell’articolo) è l’adozione di un nuovo paraurti anteriore a uso gravoso, realizzato artigianalmente in acciaio spesso 5 mm.

All’interno è da segnalare la presenza di un nuovo volante a semicalice in ergal, rivestito in pelle con cuciture gialle e scritta Vitara da un tappezziere.


Gabriele, dunque, ha finalmente ottenuto ciò che sognava: una vettura che riesce ad utilizzare quotidianamente così come per affrontare i raduni off road e persino qualche gara di trial.

Grazie alle Super Ridotte, i 98 cavalli del motore 1.6 di serie riescono a muovere con disinvoltura la vettura anche con le gomme da 33”. La giusta taratura dell’assetto e le geometrie indovinate rendono la vettura, su strada, stabile e precisa come l’originale. E, grazie alla lunga escursione delle sospensioni, in fuoristrada la mobilità è aumentata in modo sorprendente.


Si potrebbe dire che, per essere davvero completa, questa Vitara andrebbe dotata di differenziali bloccabili, ma Gabriele non li ha montati per scelta personale, in quanto predilige una guida più tecnica, che non preveda l’aiuto dei bloccaggi. Complimenti, perché oggi è raro vedere un giovane fuoristradista che segua i dettami della cara, vecchia scuola off road.

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