Maestoso, muscoloso, sgargiante, più “americanizzato” persino dell’Hilux che guidava Marty McFly nel finale di Ritorno al Futuro: è il Toyota pick up di Marino Toss, uno dei fondatori e tuttora una delle colonne portanti del club GFI Alpe Adria di Gradisca d’Isonzo (Gorizia).

Testo di Francesco Fatichenti – Foto di Matteo Marinelli

Non ci sono dubbi: questo Hilux è uno dei più bei pick up in circolazione nel nostro Paese. Per renderlo esteticamente così grintoso in realtà sono bastati pochi interventi, ma tutti azzeccatissimi: dagli enormi pneumatici che lo fanno sembrare un modellino della Tamiya al paraurti anteriore con bull bar fino allo specialissimo roll bar posteriore, che fa davvero un figurone. Ad effettuare tutte le modifiche sono state le esperte mani di Marco Zanuttini e Ivaldi Calligaris, titolari dell’officina ZC 4×4 di Manzano (Udine), a cui Marino ha affidato il pick up dopo averlo acquistato.

Marino, fuoristradista di lungo corso, aveva già posseduto un Hilux negli anni Ottanta: l’aveva acquistato nuovo nel 1982, uno dei primissimi esemplari della terza serie ad essere importato (parallelamente, dal Belgio) nel nostro Paese, con motore 2.2 diesel. Lo preparò con gomme da 35”, roll bar con batteria di fari supplementari, bull bar. Il veicolo divenne così popolare tra i fuoristradisti isontini da essere immortalato nel logo del club che Marino contribuì a fondare, il Gruppo Fuoristradistico Isontino (oggi GFI Alpe Adria Off Road). “Era bellissimo ma la cabina singola era davvero scomoda perché dietro ai sedili non c’era neppure lo spazio per riporre un giubbotto o una strop” ricorda Marino. Dopo qualche anno lo vendette ma a Marino, che di fuoristrada Toyota ne possiede più di uno, l’Hilux è sempre rimasto nel cuore: “Per me resta sempre la più bella macchina che c’è tuttora in commercio” dice. Ecco perché, quando alcuni anni fa gli si presentò l’occasione di acquistare un altro Hilux da un amico che lo vendeva, stavolta un più pratico 2.4 diesel del 1987 con cabina estesa (Extra Cab), non se la fece sfuggire. Né perse tempo nel commissionare alla ZC 4×4 le modifiche che gli piacevano tanto.

 

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Già al momento dell’acquisto l’Hilux era stato equipaggiato con i ponti della “sorella” Land Cruiser LJ70 e aveva sul libretto due misure aggiuntive di pneumatici: 35×14.50 R 16 e 38×14.50 R 16. Marino ha scelto di non modificare il motore 2.4 da 84 cavalli, quindi per poter gestire adeguatamente le gomme da 38” sono state installate nei ponti coppie coniche più corte (5.29:1) ed è stato applicato un body lift in teflon di 5 cm.

Poiché il cambio originale si era rovinato è stato montato il gruppo cambio-riduttore del 4Runner 2.5 TD, che oltretutto è più robusto. All’anteriore i giunti omocinetici sono stati rimpiazzati con quelli rinforzati della Trialjimny mentre al posteriore è stato mantenuto il differenziale autobloccante originale, che risulta molto valido sia sui percorsi veloci, dove aiuta a chiudere bene le curve, sia nei passaggi trialistici. L’assetto, che mantiene la configurazione di serie con gli assali sotto le balestre, è stato rialzato lo stretto necessario (circa 6 cm) per ospitare le gomme maggiorate facendo un mix di fogli delle balestre provenienti da modelli di Toyota diversi e adottando biscottini più lunghi realizzati artigianalmente. Gli ammortizzatori e l’impianto frenante sono rimasti quelli originali, e costituiscono gli unici “punti deboli” di una vettura che per tutto il resto è molto divertente ed efficace in fuoristrada, oltre che ben guidabile anche su strada. Merito soprattutto del sistema di sterzo completamente rivisitato con l’adozione della scatola guida della BJ71, priva dei famigerati rinvii, e del kit di barre rinforzate della Trail-Gear, che unitamente all’ammortizzatore maggiorato della GSS hanno reso molto leggera e precisa la guida.

Oltre ai grandi pneumatici Maxxis Creepy Crawler, montati su cerchi in lega e coperti dai parafanghini maggiorati della Bushwacker, il look di questo pick up è reso decisamente accattivante dalla presenza dell’imponente paraurti in alluminio con bull bar integrato della TJM (realizzato in origine per il 4Runner e perciò opportunamente modificato) nonché dal roll bar cromato a triplo arco posto nel cassone, una vera “chicca” che è stata realizzata modificando e unendo 3 roll bar dello Chevrolet Blazer. Non manca uno snorkel della Safari, che in verità però risulta abbastanza superfluo dato che il veicolo è altissimo.

Anche l’abitacolo è stato personalizzato: poiché il proprietario ha voluto l’impianto dell’aria condizionata il cruscotto originale è stato sostituito, a regola d’arte, con quello del 4Runner. Inoltre è stato adottato un sedile di guida della Carraro in pelle con regolazioni elettriche e riscaldabile.

Splendido, infine, il raffinato impianto stereo “vintage” della Panasonic, con autoradio a cassette inserita in una console da tetto dedicata in cui sono integrati anche l’equalizzatore e tre luci: si tratta dello stesso impianto che Marino aveva montato sul suo primo Hilux, e che ha conservato gelosamente per poterlo montare nel degno erede di quello storico “camioncino”.

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